ADUC: Crisi finanziaria, niente panico, ma attenzione a cosa abbiamo in portafoglio

 

Firenze – La crisi del credito lascia stupefatti. Gli Usa stanno mostrando un pragmatismo davanti al quale probabilmente dovrebbero arrossire i nostri governanti alle prese con
Alitalia. La crisi sta mostrando tutti i limiti di una finanza ormai fuori controllo e senza regole essenziali.

Finito il tormentone, e’ possibile che ci ritroveremo un sistema finanziario migliore di quello che abbiamo avuto fino ad oggi, ma questi sono discorsi che lasciano il tempo che
trovano.

I risparmiatori ci chiedono cosa fare oggi per evitare i rischi legati a questa crisi.

La prima risposta che ci sentiamo di dare è: evitare il panico. Certo, è più facile dirlo che farlo, specialmente se a suo tempo le scelte di portafoglio sono state
fatte in maniera approssimata. 

Se, prima della crisi, il proprio portafoglio finanziario era adeguato alle proprie caratteristiche adesso non e’ il momento di cambiarlo! Si rischierebbe di fare scelte sulla base
dell’emotività e sarebbero molto probabilmente scelte sbagliate.

Viceversa se il portafoglio attuale non è frutto di una progettazione partita dalle proprie esigenze, questo è il momento buono per riflettere sulle proprie reali esigenze
e su come, gradualmente, modificarlo e portarlo piu’ vicino al portafoglio ideale sulla base di un’attenta analisi delle proprie caratteristiche di investitore.

Entrando più sullo specifico di Lehman Brothers, è importante che i risparmiatori sappiano che obbligazioni Lehman Brothers sono “nascoste” in decine e decine di prodotti
finanziari strutturati e polizze assicurativo di tipo index-linked vendute a “man bassa” da molto compagnie assicurative.

I risparmiatori devono chiamare i propri intermediari e/o verificare nelle note informative e nei prospetti informativi se il cosi’ detto “capitale garantito” veniva “garantito” da
Lehman Brothers o da altre controparti. Da quanto sappiamo in questo momento, Mediolanum e’ la compagnia che ha venduto piu’ prodotti di questo tipo (circa 200 milioni di euro).

Nel caso in cui fossero incappati in questi prodotti, al momento ci sara’ ben poco da fare poiche’ sono sostanzialmente non vendibili, ma e’ bene essere consapevoli per poter poi
prendere decisioni quando sara’ possibile farlo.

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio

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