ADUC: Alcol, esistono nove tipi di bevitori

Roma – Si beve per dimenticare, ma non solo: secondo quanto è emerso da uno studio britannico infatti, coloro che bevono regolarmente più del limite considerato
sicuro per la salute, si possono dividere in 9 categorie, dagli annoiati per i quali l’alcol è un passatempo, ai depressi che lo usano per trovare conforto e spesso bevono a casa
da soli. La ricerca servirà ora alla sanità pubblica del Regno Unito per sviluppare campagne di informazione e di lotta all’alcolismo più adeguate, che tengano
conto delle diverse situazioni e motivazioni che spingono la gente all’etilismo. 

Oltre a chi beve perchè è depresso o annoiato, le cui motivazioni sono evidenti, i ricercatori hanno identificato questi altri 7 gruppi di bevitori:
– gli edonisti: sono contenti di bere e ubriacarsi e incoraggiano gli altri a fare altrettanto.
– i macho: bevono da tanto tempo, credono essere in grado di controllarsi quando bevono e di controllare la propria abitudine;
– gli stressati: bevono per moderare e controllare le proprie emozioni;
– gli amici: bevono per rimanere in contatto con la propria cerchia di conoscenze e amicizie;
– i gregari: hanno bisogno di appartenere ad un gruppo e bevono appunto in gruppo;
– i conformisti: bevono per essere sè stessi;
– i dipendenti: per loro il pub è una “casa fuori da casa”.

Commentando i risultati della ricerca, un portavoce del ministero della Sanità britannica ha dichiarato: “Per queste persone, l’alcol e’ parte del loro stile di vita. Al punto
che cercare di sconfiggere le loro abitudini, li porta a mettersi sulla difensiva, a negare e a rifiutare aiuto”. Il ministero dara’ ora inizio ad un programma sperimentale nel
nord-ovest dell’Inghilterra mirato ad aiutare 4.000 persone a smettere di bere o a ridurre considerevolmente il loro consumo di alcol nell’arco di un anno. Se il progetto avra’
successo, il programma verrà esteso al resto del Paese.

Ogni anno in Italia circa 25.000 decessi sono associati all’alcol. Individuare le categorie per meglio intervenire su un tragedia sociale ci sembra piu’ che urgente.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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