Adottare la Terra (per non morire di fame)

Adottare la Terra (per non morire di fame)

“… A me viene in mente che il mondo così come lo abbiamo immaginato per centinaia di anni sia come un bicchiere lasciato sul bordo di un tavolo, ma già sul punto di cadere, in un
ralenti drammatico, ineluttabilmente
destinato all’abisso. Sembra prossima la folle caduta, l’impatto, l’impazzire delle schegge deflagrate nel caos.
Però il bicchiere, per ora, è soltanto inclinato. 
La moviola può attendere. Per ora.

Non ho mai creduto in un dio che, malvagio o burlone, si prenda gioco dell’umanità oppure ci voglia punire per
i nostri errori. Sono radicato in una cultura religiosa che non avverte l’incombenza della vendetta divina. Semmai Egli, chiamatelo poi, se volete, Destino o Cosmo, ci lancia dei messaggi che
servono per vivere meglio. Ciò che leggo in questi messaggi davvero sembra di inequivocabile interpretazione: bisogna cominciare a prendere sul serio il nostro futuro. Bisogna tornare ad
avere una visione.Sta di fatto che mai come in questi ultimi decenni i cambiamenti sopravvenuti sono stati radicali e, per molti aspetti, sorprendenti. Non concordo con l’assunto terroristico di
qualche estremista dell’ecologismo, sempre in grande spolvero nel sistema mediatico, che vive di iperboli e di esagerazioni: sono convinto che, per molti aspetti, la modernità sia stata
capace di farci vivere meglio. …”

www.lucazaia.it 

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