Addio a Vittorio Foa

 

E’ morto a Formia Vittorio Foa. Ne dà notizia, d’intesa con la famiglia, il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni che ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“E’ un immenso dolore per noi, per il popolo italiano, è un immenso dolore per gli italiani che credono nei valori di democrazia e libertà, per l’Italia che lavora,
per il sindacato a cui Vittorio Foa ha dedicato la parte più importante della sua vita”.

“E’ un dolore per me personalmente perché Vittorio Foa incarnava ai miei occhi il modello del militante della democrazia, un uomo con una meravigliosa storia di sofferenza, di
lotta e di speranza, un uomo della sinistra e della democrazia, mosso da un ottimismo contagioso e da un elevatissimo disinteresse personale. A Sesa, ai figli ci stringiamo con affetto.
Penso che tutto il paese senta Vittorio Foa come uno dei suoi figli migliori”.

Per Alfredo Reichlin, padre storico della sinistra italiana intervenuto durante lo Speciale di YouDem.tv, Foa ha rappresentato il modello per combattere la politica vista come partiti
personali, la politica oligarchica. La politica è ideali. La politica ha bisogno di riscoprirsi etica perché deve essere la guida morale del Paese.

Al cordoglio per la scomparsa di Foa, si aggiungono le parole di Piero Fassino. “Chi ha conosciuto e frequentato Vittorio Foa – racconta l’esponente PD – sente in
queste ore un vuoto incolmabile e una profonda tristezza per la perdita di un uomo che ha fatto la storia del sindacato, della sinistra, della Repubblica e della democrazia italiana e
che è stato per molti un maestro di vita”.

“Quel che colpiva chiunque avvicinasse Vittorio – continua Fassino – era la straordinaria curiosità intellettuale e – nonostante il progredire degli anni – la
freschezza giovanile con cui guardava al mondo e a ogni novità e a ogni fermento della società. Vittorio ci lascia una straordinaria lezione di passione civile,
generosità politica, rigore morale e lucidità intellettuale a cui anche le nuove generazioni potranno attingere. E chi ai suoi insegnamenti si è formato,
porterà Vittorio sempre nel suo cuore”.

Per Massimo D’Alema, Foa era “un uomo che nel corso della sua vita, pur essendo ormai un pezzo della storia d’Italia, ha tuttavia continuato ad essere un innovatore che ha
guardato con simpatia allo sforzo di rinnovamento politico e culturale della sinistra fino all’ultimo. Ci ha incoraggiato ad avere coraggio, quindi una testimonianza davvero
straordinaria”.

A ricordare l’impegno dell’autore del “Linguaggio del tempo” sono tutti i senatori del PD che esprimono la loro commozione nelle parole di Anna Finocchiaro.
“Foa ha vissuto tutta la vita nel segno dell’impegno per la democrazia, per la libertà, per la giustizia sociale, fin dai tempi della lotta antifascista, della Resistenza e
poi della Costituente. Anche in questi anni, fino alla fine, la sua voce non ha mai mancato di difendere il rispetto dei diritti fondamentali, il libero confronto politico, la
democrazia. Il suo esempio – conclude il presidente del gruppo del Pd al Senato – ci accompagnerà per sempre”.

Profonda stima per il giornalista arriva anche dai deputati del Partito Democratico attraverso il messaggio di Antonello Soro. ”Vittorio Foa – scrive Soro – è stato
un grande maestro italiano del ‘900. Gli siamo e gli saremo sempre grati per l’ inesauribile passione civile testimoniata, con una perseveranza esemplare, nell’arco di
tutta una vita. Anche negli ultimi, faticosi anni, non ci ha mai fatto mancare l’intelligenza e la lucidità delle sue osservazioni, accompagnate per di più da un
affetto gratuito e proprio per questo più autentico e vero”.

Vannino Chiti, vice Presidente del Senato, ricorda Foa come “un padre della Patria, una delle piu’ grandi figure della nostra vita politica e civile. A lui abbiamo guardato come
ad un esempio luminoso. Alla sua lucidita’ di pensiero, alla sua vita esemplare, colma di battaglie in difesa della democrazia e della pace, dei valori fondanti della Repubblica e della
Costituzione, del lavoro e della giustizia sociale.Mi legavano a lui sentimenti di stima e affetto profondo”

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprime “profonda commozione personale” per la scomparsa dello scrittore simbolo della sinistra, che “è stato senza alcun
dubbio una delle figure di maggiore integrità e spessore intellettuale e morale della politica e del sindacalismo italiano del Novecento”.

“La sua dedizione alla causa della libertà, cui pagò da giovanissimo un duro prezzo nelle carceri fasciste – scrive il capo dello Stato in un messaggio alla famiglia Foa –
la sua partecipazione alla Resistenza, il suo appassionato e illuminato impegno nell’Assemblea Costituente e nel Parlamento repubblicano, la sua piena identificazione, da combattivo
dirigente della Cgil e da studioso, con il mondo del lavoro, gli hanno garantito un posto d’onore nella storia dell’Italia repubblicana. Egli – prosegue Napolitano – ha dato prove
esemplari del suo disinteresse e del suo rigore e ha vissuto i suoi ultimi anni con riserbo e sobrietà, rompendo in rare occasioni il silenzio per trasmettere messaggi sempre
lucidissimi di fede nei valori democratici e costituzionali. Anche per il lungo rapporto di fraterna amicizia e di vivissima stima che a lui mi ha legato – conclude il presidente della
Repubblica – mi associo con affetto al dolore dei famigliari e di quanti gli sono stati più vicini”.

 

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