Aceto Balsamico a rischio contraffazione, consorzi di tutela e ministero a convegno

Aceto Balsamico a rischio contraffazione, consorzi di tutela e ministero a convegno

Agropirateria, ovvero quando la contraffazione del Made in Italy non è solo abbigliamento e accessori firmati. Su questo tema particolarmente attuale e delicato è in programma un
convegno, mercoledì 14 luglio alle 10.30 a Roma presso la Sala Cavour (Parlamentino) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal titolo “La tutela delle
denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni”, fortemente voluto e organizzato dai Consorzi di tutela dell’Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Tali consorzi, in rappresentanza di oltre 300 produttori per le
due DOP e circa 80 per l’IGP, hanno chiesto di poter fare – grazie al suddetto convegno – chiarezza una volta per tutte sulla qualità e sui disciplinari da rispettare per potersi
fregiare di tali denominazioni, oltre a confrontarsi sulle azioni di tutela già intraprese o da intraprendere.

“A circa un anno dalla registrazione dell’IGP Aceto Balsamico di Modena – commenta il presidente dell’omonimo consorzio Cesare Mazzetti in rappresentanza dei tre consorzi – abbiamo registrato
un notevole incremento nell’interesse dei consumatori anche a livello internazionale, sia dell’Aceto Balsamico di Modena che delle due DOP Aceto Balscamico Tradizionale di Modena e di Reggio
Emilia. Purtroppo – continua – in parallelo, si sono registrati incrementi sia sul mercato estero che in quello interno, di prodotti imitativi che cercano di sfruttare l’immagine e il
“sounding” per commercializzare condimenti alimentari che nulla hanno a che vedere con il “balsamico” se non l’assonanza con il nome. Il danno economico per il prodotto viene stimato in oltre
60 milioni di euro, rappresentanti il 25% della produzione totale. Per questo motivo – conclude Mazzetti – riteniamo sia di fondamentale importanza sviluppare una accurata attività di
tutela che protegga queste denominazioni al pari di altre altrettanto famose dell’agroalimentare italiano”.

All‘incontro, moderato dal giornalista Franco Poggianti e a cui è stato invitato anche il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan,
saranno presenti il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano Leo Bertozzi che porterà l’esperienza di alcune importanti azioni legali vinte dal Consorzio nella difesa del marchio
Parmigiano Reggiano contro a recenti tentativi di imitazione, Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria alimentare di Nomisma che presenterà i dati
relativi ai danni economici procurati dall’agropirateria soffermandosi in particolare sul caso del “balsamico”, Riccardo Deserti della direzione generale per lo sviluppo agroalimentare,
qualità e tutela del consumatore del Mipaaf chiamato a intervenire sull’applicazione in Italia della normativa europea a tutela dei prodotti agroalimentari di qualità e Fausto
Capelli, docente di diritto comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma che concentrerà l’intervento sulla tutela delle denominazioni composte come quella
dell’aceto balsamico.     

Federalimentare stima in circa 60 miliardi di euro l’anno il giro d’affari derivante da frodi alimentari, in particolare dei prodotti Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Grana Padano,
Gorgonzola e – per l’appunto – Aceto Balsamico. Una battaglia da combattere in difesa di un patrimonio culturale, dell’immagine del Made in Italy nel mondo e di un settore economico che fattura
ogni anno oltre 8 miliardi di euro ed esporta quasi 2 miliardi di euro, dando lavoro tra attività dirette e indotto, a più di 300 mila persone.

Marte.comunicazione.com
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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