Accordo tra Provincia di Varese, Asl e Consigliera di Parità per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura

Varese, 20 Dicembre 2007 – A conclusione dell’anno delle pari opportunità la Provincia di Varese, l’ASL e la Consigliera di Parità rilanciano questo tema sottoscrivendo un
protocollo d’intesa sul tema della conciliazione dei tempi, con l’obiettivo non solo di creare rete fra i tre soggetti, ma di potenziare i servizi rivolti alle donne che rientrano al lavoro
dopo una maternità.

Questo protocollo nasce anche a seguito della sperimentazione attuata nel progetto Equal “Agenda dei territori per la conciliazione”, finanziato dall’Unione Europea, che ha visto la
sperimentazione di servizi rivolte alle donne in rientro dopo un congedo parentale all’interno delle aziende e dei consultori.

«La presenza di un sistema di welfare è una precondizione necessaria per permettere alle donne l’accesso e il consolidamento al lavoro e con esso all’autonomia e alla parità
di diritti, ma questa precondizione in certi casi non è sufficiente per affrontare con più serenità la complessità della conciliazione dei tempi e la delega dei
lavori di cura, quando queste attenzioni riguardano i nostri cari – ha riferito Gabriella Sberviglieri, Consigliera Provinciale di Parità nella presentazione del Protocollo – Pertanto
è necessario aiutare le neo mamme ad affrontare la complessità della conciliazione e sostenere un ruolo dei papà più attivo nella cura ».

Il protocollo prevede, oltre al rafforzamento della rete fra i soggetti firmatari:
? la realizzazione di attività di sostegno al reingresso al lavoro (workshop e colloqui) rivolte ad uomini e donne
? la realizzazione di momenti di approfondimento finalizzati alla promozione di un uso condiviso dei congedi fra uomini e donne, per favorire la condivisione dell’attività di cura
? attività di aggiornamento rivolte al personale dei Consultori sulle nuove normative relative all’applicazione dei congedi parentali.

Il tema della conciliazione dei tempi di vita e lavoro e della condivisione dei ruoli di cura è particolarmente rilevante, in quanto impatta fortemente sull’occupazione femminile.
«Il nostro impegno – ha infatti sostenuto Rienzo Azzi, Assessore al Lavoro e Politiche Giovanili – è facilitare la presenza delle donne nel mercato del lavoro e contrastare il
fenomeno di dimissioni entro il primo anno di vita del bambino, che in provincia di Varese coinvolge dalle 350 alle 400 donne ogni anno. Non dobbiamo infatti dimenticare che il Consiglio
Europeo di Lisbona ha stabilito che entro il 2010 il tasso di occupazione femminile dovrà raggiungere il 60% e in provincia di Varese siamo prossimi a raggiungere questo risultato, visto
che nel 2006 abbiamo registrato un tasso pari al 57%. E’ quindi necessario prendere consapevolezza dei reali bisogni dell’occupazione femminile e giovanile con cui le nuove famiglie si misurano
e rispondere con servizi adeguati. Il protocollo sottoscritto con l’Asl e la Consigliera di Parità è un ulteriore passo in questa direzione».

Lucas Maria Gutierrez, Direttore Sociale dell’ASL della provincia di Varese ha aggiunto «La famiglia è il soggetto fondante della nostra società e come tale deve essere
sostenuta, sia come risorsa in sé, sia nelle situazioni di bisogno. La riforma del Welfare lombardo si basa sul riconoscimento e sulla promozione del ruolo della famiglia intesa come
soggetto propulsore di una nuova politica sociale. La famiglia deve essere quindi messa nelle condizioni di essere libera di esprimersi e di operare responsabilmente, innovando la
società, creando nuovi servizi e risposte personalizzate e adatte alle necessità che sono in costante mutamento. In quest’ottica sono strategiche le politiche di conciliazione tra
maternità e lavoro. Il Consultorio Familiare, quale unità d’offerta che vede nella famiglia il suo target fondamentale, può e deve diventare un elemento propulsivo e di
sviluppo delle politiche di conciliazione e delle progettualità ad esse connesse in piena aderenza al principio di sussidiarietà».

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