San Giovanni antica sede (Sgas)

Piemonte – «Viste le garanzie circa il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dell’assistenza ai pazienti che abbiamo avuto dalla Regione e dalla direzione delle
Molinette, siamo favorevoli al trasferimento di cinque unità di degenza dal San Giovanni antica sede (Sgas) all’ospedale di corso Bramante».

Lo hanno affermato questo pomeriggio i rappresentanti di numerose associazioni dei pazienti, nel corso di un incontro che si è tenuto presso l’Assessorato alla tutela della salute e
sanità. Alla riunione erano presenti la Federazione europea associazioni di volontariato, che raggruppa 30 sodalizi – con mandato in quest’occasione di esprimersi anche a nome dell’Avo –
l’Apici, Vita continua, Alice subalpina, gli Amici del cuore Piemonte, la Ravi (Ricominciare a vivere) e Aitf (Associazione italiana trapiantati fegato).

L’appuntamento è stato voluto dall’assessore Artesio, per ascoltare il punto di vista delle organizzazioni di rappresentanza dei malati sul progetto, alla presenza del direttore generale
delle Molinette, Giuseppe Galanzino. Quest’ultimo, che aveva già avuto occasione in passato di spiegare alle associazioni il programma , ne ha nuovamente illustrato i punti
cardine.
«Non stiamo chiudendo il San Giovanni Antica sede – ha affermato Galanzino – ma ne stiamo ridefinendo la missione nell’interesse della cittadinanza. A causa di limiti strutturali e
tecnologici, oggi il presidio di via Cavour non è in grado di offrire ai pazienti la gamma di prestazioni e competenze specialistiche a disposizione invece presso le Molinette. Capita
così che i ricoverati allo Sgas, se hanno qualche complicanza, debbano essere trasferiti d’urgenza alle Molinette per essere adeguatamente assistiti. Anche di qui la necessità di
far rientrare l’attività di ricovero in chirurgia, oncologia medica, rianimazione, gastroenterologia, per un totale di 44 posti letto più di due di terapia antalgica, senza
riduzioni, nell’ambito delle Molinette, dove i malati potranno avere un’assistenza più completa». A fronte di questo spostamento, al San Giovanni vecchio verranno invece potenziati
il servizio di day surgery e gli ambulatori dedicati ai pazienti oncologici, accanto alla radiodiagnostica e alla radioterapia. È inoltre previsto il trasferimento nell’edificio di via
Cavour dei Centri di screening mammario attualmente ospitati presso le Molinette e la sede di via San Francesco da Poalo, insieme a tutta l’attività relativa allo screening del colon
retto. Infine, verrà creata un’Unità senologica (Brest Unit), alla quale collaboreranno tutti gli specialisti dell’azienda sanitaria ospedaliera».

Dal canto suo, anche l’assessore Artesio ha assicurato ai presenti che con lo spostamento delle degenze dallo Sgas alle Molinette – in programma tra la prima settimana di gennaio e la fine
dello stesso mese – non si avranno penalizzazioni per i pazienti e che l’Assessorato monitorerà in questo senso tutti i passaggi previsti.
All’incontro, infine, ha partecipato anche il segretario dell’Ordine dei medici di Torino e provincia, Mario Nejrotti, che al termine ha dichiarato: «Le nostre preoccupazioni erano di due
ordini: il fatto che ci fosse una adeguata informazione agli operatori sanitari interessati dal trasferimento e ai pazienti e che non ci fossero riduzioni di servizio. Entrambi sono state
fugate. Da un lato, infatti, l’Assessorato ha accettato di dilatare il tempo dello spostamento di un periodo sufficiente a poter correttamente comunicare ai medici, a tutto il personale, e ai
malati attraverso le loro associazioni, i cambiamenti in programma. Dall’altro, dopo aver esaminato il piano predisposto dai vertici delle Molinette, l’Ordine è dell’idea che, pur
essendo ogni programma di riorgazzazione perfettibile, questo progetto vada nella direzione di migliorare la qualità dell’assistenza resa ai cittadini».

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