A Montevarchi (Ar) partono i Mercati della Terra

Arezzo – È stata inaugurata oggi a Montevarchi, con una serie di incontri che si svolgeranno fino a domenica 9 marzo, la Rete Internazionale dei Mercati della Terra, la
tre giorni è coordinata da Slow Food Italia, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Slow Food Toscana con il sostegno di Regione Toscana, Arsia, Provincia di Arezzo e
Comune di Montevarchi.

L’iniziativa è stata presentata da Piero Sardo, Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Dana Ghoussaini, rappresentante di Slow Food Beirut e supervisore
della gestione dei mercati libanesi.

Piero Sardo ha aperto l’incontro sottolineando: «L’importanza storica del mercato non appartiene né alla tradizione occidentale, né al mondo orientale, ma è
trasversale alla cultura dell’umanità. Con i Mercati della Terra noi non vogliamo un ritorno al passato, ma riscoprire e promuovere il mercato come storico e immediato sbocco per
l’agricoltura, messo in ombra oggigiorno dai commercianti. Il nostro impegno è volto a creare un sistema che rivitalizzi le produzioni agroalimentari locali nel segno di
territorialità, stagionalità e filiera corta, e che vada incontro alle esigenze di un consumatore responsabile e informato. In questi mercati ai produttori viene riconosciuto il
giusto compenso per il loro lavoro, mentre il consumatore ha tutti i benefici di un prezzo senza costi di intermediazione».
L’esempio concreto di quest’ultima affermazione di Piero Sardo è proprio il mercato di Montevarchi, dove i produttori praticano il prezzo uguale a quello della vendita diretta in azienda
e il risparmio per il consumatore è intorno al 20% rispetto alla grande distribuzione.

Simone Tarducci, Direttore generale Sviluppo Economico Regione Toscana, ha detto tra l’altro: «La Regione Toscana sostiene con convinzione la Rete dei Mercati della Terra lanciata da Slow
Food. Auspico che questa iniziativa possa dare vita a una multinazionale dei contadini, una nuova globalizzazione virtuosa da contrapporre a quella che ci è stata imposta dalla grande
distribuzione. Siamo agli inizi di questa esperienza, abbiamo piantato il seme della filiera corta; le resistenze saranno molte, porto l’esempio di quelle verificatesi nei confronti dei
distributori di latte. Quindi in futuro dovremo collaborare di più per realizzare questo grande progetto».

La libanese Dana Ghoussaini ha raccontato l’esperienza del suo Paese: «La peculiarità dei nostri tre mercati, realizzati nel quadro del progetto finanziato dal Programma di
Emergenza ROSS della Cooperazione Italiana attivato dal Ministero degli Affari Esteri all’indomani della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, è che i produttori
rappresentano una vera e propria comunità in cui si scambiano esperienze e saperi. Promuoviamo, attraverso numerose iniziative, occasioni di incontro tra i contadini, dove si mettono a
confronto problematiche, tecniche di produzione e possibilità di sbocchi commerciali. Le aziende che partecipano ai mercati sono a carattere familiare, alcune riunite in cooperative, con
produzioni su piccola scala. Privilegiamo frutta e verdura, fresca e conservata, ma sono presenti anche pane, carne e dolci. Questi alimenti sono di provenienza locale, tutti prodotti
naturalmente. Cosa molto importante, in questi mercati stiamo avviando una politica di differenziazione e riciclo dei rifiuti, realtà praticamente sconosciuta in Libano. I consumatori
stanno apprezzando sempre più la nostra iniziativa, soprattutto perché possono apprendere direttamente dai produttori la storia che sta dietro al cibo acquistato, mantendendo
così viva la tradizione gastronomica libanese».

A conclusione della conferenza è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, Slow Food Italia e il Comune di Montevarchi per
l’avvio del Mercato della Terra a Montevarchi, i cui punti salienti sono:
Il Mercato della Terra è un modello di mercato locale messo a punto da Slow Food ove i produttori agricoli e della filiera breve possono direttamente vendere al consumatore locale le
loro produzioni, realizzando in un unico contesto quei principi di buono, pulito e giusto che sono alla base della filosofia di Slow Food, oltre che a collaborare su altre forme di filiera
breve.
Viene sottolineato inoltre l’impegno a individuare altre produzioni e altri produttori locali di interesse al progetto dei Presìdi o annoverabili come Comunità del cibo, da
supportare e presentare in occasione della prossima edizione del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre.

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