A Magione appuntamento con i Poeti maledetti

 

Appuntamento a Magione per Umbria Libri. Sabato 8 novembre, alle ore 16.00, alla Torre dei Lambardi un pomeriggio dedicato alla poesia di Charles Baudelaire, Arthur Rimbaud, Paul
Verlaine e Stephane Mallarmé gli ultimi tre uniti ( ma per estensione anche il primo) da un appellativo che li caratterizzerà, quello di «poeti maledetti»
spesso il solo con cui vengono riconosciuti da tutti.

Letture di poesie con accompagnamento musicale saranno alternate a racconti del periodo parigino in cui, gli allora ignoti scrittori, si incontravano in fumosi bistrot per annientare il
corpo e liberare lo spirito attraverso l’uso di uno dei più famosi liquori del tempo: l’assenzio rimasto, nell’immaginario collettivo, come il liquore
«velenoso» per i suoi effetti devastanti e il cui rito di preparazione, in questa rappresentazione-lettura, sarà il punto di partenza per immergersi in un’epoca
ed in un momento letterario tra i più fecondi della letteratura francese. Seguirà «Gioventù bruciata» di Nicholas Ray .

La mattina, alle ore 11.00, incontro presso l’istituto Tecnico Commerciale «F.lli Rosselli» con Federico Batini della Scuola di Narrazioni «Arturo Bandini»
di Arezzo su «Il male di vivere: droga alcool velocità… dai Poeti maledetti alla Bèat Generation». L’iniziativa è stata promossa
dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Magione, dalla Biblioteca Comunale «Vittoria Aganoor» e dall’Associazione culturale «la Valigia Blu:
destinazione poesia» in collaborazione con la Coop. Sistema Museo e con il supporto della rivista «attraVerso: mondi colori suoni segni della poesia» edita da
Akropolis.

«I poeti maledetti» è il titolo che Paul Verlaine dette alla sua opera uscita nella sua prima edizione nel 1884 e comprendente alcune tra le migliori opere di Tristan
Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmè. La figura dell’artista maledetto ricorrente in questo periodo assume una dimensione mitica. con questo aggettivo si
denota la tendenza di molti intellettuali di profanare i valori e le convenzioni della società e scegliere deliberatamente, come gesto di supremo rifiuto, il male e l’abiezione.
L’artista diventa colui che sceglie la via dell’autoannientamento per discostarsi dai valori di una società che non lo comprende, si compiace dunque di una vita misera
caratterizzata dal vizio della carne, le sregolatezze e dall’abuso di alcool e droghe. Impulsi distruttivi, attrazione per la morte e rifiuto per la società borghese sono
elementi che accomunano i poeti maledetti. La poesia è un modo per cogliere l’essenza profonda della realtà, non quella che percepiamo, ma una più profonda ed
insondabile. Il poeta è il veggente in grado di rivelare questa realtà sconosciuta, e in merito a ciò risulta particolarmente significativa la Lettera al Veggente
di Rimbaud, nella quale egli predica una totale sregolatezza dei sensi per giungere ad una più ampia conoscenza.

 

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