Sclerosi multipla e cellule staminali: ecco le linee guida
8 Maggio 2010
Le staminali (sia quelle adulte che le staminali embrionali) hanno il potenziale per combattere la sclerosi multipla (SM).
Tuttavia, la ricerca e la sperimentazione clinica non devono degenerare nella caccia al miracolo (falso) e nella vendita di olio di serpente, danneggiando i malati ed infangando la ricerca.
Allora, ecco le linee guida internazionali, frutto del meeting internazionale di consenso sulle cellule staminali di Londra 2009, diretto dal dottor Gianvito Martino (del San Raffaele di
Milano) e dal dottor Roblin Franklin (dell’Università di Cambridge) e pubblicato su “Nature Reviews Neurology”.
Gli studiosi si sono mossi su due binari, distinti ma paralleli.
Per cominciare, hanno fatto il punto della situazione. La SM è considerata malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario “impazzisce” ed attacca la guaina mielinica che protegge le
cellule nervose dell’encefalo e del midollo spinale. Questo provoca prima la distorsione dei messaggi nervosi e, poi la distruzione completa delle fibre.
Allora, l’ipotesi di lavoro prevede l’utilizzo delle staminali per riparare (o addirittura sostituire) cellule e tessuti danneggiati. E’ in esame anche la possibilità di agire in maniera
preventiva, “rieducando” il sistema immunitario o stimolando le staminali ad attivarsi in caso di lesioni alle fibre nervose o alla mielina.
Inoltre, il meeting di Londra ha messo dei paletti. L’obiettivo è dividere una volta per tutte il mondo della ricerca da quello del mercato della speranza e dei centri che propongono
terapie sensazionali quanto inefficaci.
Il tutto per coordinare meglio l’attività, evitando doppioni e sprechi, per passare al più presto dalla fase d’indagine e di sperimentazione a quella di cura. Per usare le parole
del dottor Martino: “Al momento non si deve dichiarare che le cellule staminali sono una cura magica per la sclerosi multipla, ma si può dire che presto avranno un ruolo importante nel
trattamento di questa malattia”.
Se la conferenza di Londra ha pensato ai professionisti del settore, anche la “gente comune” può fare chiarezza.
Le Associazioni sclerosi multipla di vari Paesi (Italia, Australia, Inghilterra e Francia) e la Fiscm (Federazione internazionale sclerosi multipla) hanno creato un libretto informativo rivolto
all’opinione pubblica. Gli interessati possono scaricare l’opuscolo in italiano sul sito www.aism.it
Matteo Clerici
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