Alimentazione e crisi, così cambia il carrello degli italiani
28 Maggio 2013
La crisi colpisce la tavola degli italiani: in generale, il carrello si svuota, in particolare, calano alcuni alimenti (come olio e carne) ma ne crescono altri come burro e uova.
A dirlo è Coldiretti, che analizza come cambia la tavola degli italiani nel primo trimestre del 2013.
Di base, la situazione è molto grave: il 12,3% degli italiani non riesce a fare un pasto adeguato ogni due giorni. La loro normalità è la cattiva alimentazione, sia per la
quantità (-2% in media), che per la qualità, con la maggior parte del pasto basato sui prodotti low cost. Tuttavia, alcuni riescono ad equilibrare risparmio con qualità,
sfruttando strutture come le bancarelle degli agricoltori di Campagna Amica.
Anche andando i dettagli, si ottiene un risultato negativo: a diventare meno frequenti, gli alimenti cardine della dieta mediterranea, causa della longevità e della buona salute dei
cittadini.
Infatti, si taglia l’acquisto di extravergine d’oliva (-8%), pesce (-5%), vino (-7%), frutta (-4%) e verdura (-2%). In ribasso anche altri alimenti simbolo del benessere: carne (bovina -6%,
maiale -5%), latte fresco (-4%, mentre quello a lunga conservazione +4%), piatti pronti surgelati e merendine ( entrambi -6%).
Detto questo, altri prodotti diventano più importanti, conquistandosi il loro posto al sole sulla tavola.
Crescono burro (+5%), uova (+2%), farina (+2%), miele e preparati per dolci (rispettivamente +6% e +5%): per risparmiare, gli italiani decidono infatti di tornare al fai-da-te della
cucina.
E poi, cercano di buttare meno cibo possibile: 33 milioni di cittadini hanno ridotto nettamente gli sprechi, tramite buone pratiche come il riutilizzo degli avanzi (59% dei casi), riducendo le
dosi (40%), guardando meglio la data di scadenza (38%).
Matteo Clerici





