Donne e Web: così il vino italiano vince in Cina
1 Marzo 2013
Capacità di attirare i professionisti donne e di dominare le vie di commercio che passano per Internet.
In base a questi due parametri, il vino italiano avrà più o meno successo in Cina.
A dirlo, addetti ai lavori e protagonisti di un recente incontro a Shangai, organizzato da Steve Kim, managing directory di Vinitaly International. Tra i presenti, diverse importatrici di vino
italiano e due fuoriclasse del settore: Linda Wu, responsabile comunicazione di Vinehoo, e Sophie Liu, autrice di testi sui vini italiani
Primo punto della discussione, le donne del vino, sorta di jolly lavorativo: se il mercato è cioè dominato dagli uomini, le signore possono agire da imprevisto, portando vantaggi
alle aziende nostrane.
Secondo Kim, “Mobilitandole, i nostri vini conosceranno maggiore successo e abbandoneranno così la loro posizione subalterna rispetto ai vini francesi. Tutto questo potrebbe
rappresentare un nuovo inizio per il nostro vino”.
Da non trascurare l’importanza di Internet. Ad oggi, il peggior nemico del vino italiano è quello francese, capace di sfruttare al massimo la semplicità (5 vitigni contro i
centinaia tricolori) ma sopratutto la maggiore conoscenza. Da qui, l’importanza della Rete: a riguardo, una recente indagine online ha reso noti dati interessanti. Se infatti molti cinesi
ammettono di conoscere poco il vino italiano, sono più che disposti ad informarsi tramite Web.
Diventa allora fondamentale Vinitaly: in programma per aprile, la manifestazione del vino vedrà l’applicazione dei suggerimenti, con la presenza di imprenditrici vinicole e colossi
cinesi del commercio on line.
Matteo Clerici





