No al cibo sano, si alle patatine. Rivolta nelle scuole di Los Angeles
20 Dicembre 2011
Gli americani sono abituati a legare cibo a rivoluzione e contestazione. Con il Boston Tea Party, i patrioti manifestarono il disprezzo per la monarchia inglese. Durante la guerra in Vietnam,
le mense dei campus spesso hanno ospitato manifestazioni contro il reclutamento.
Perciò, se ora le scuole di Los Angeles sono teatro di una rivolta contro l’alimentazione sana la cosa non è poi sorprendente.
Presente nelle scuole, il problema nasce nei palazzi della politica. Il presidente Obama ed i suoi collaboratori hanno sponsorizzato norme federali che obbligano il piatto scolastico a
presentare frutta e verdura per il 50% del totale. Da parte loro, le autorità della Città degli Angeli sono da tempo in lotta contro sovrappeso ed obesità infantile.
Così, il menu di scuole e college ha iniziato a cambiare.
Pizza, patatine, hamburger, pollo fritto e nachos, coca cola e bevande zuccherate: questi prodotti sono stati banditi, colpevoli per le alte dosi di grassi, sale e zuccheri.
Al loro posto, zuppe di noodles (gli “spaghetti” orientali), piatti di verdure miste, pad thai (piatto orientale con spaghetti, pesce, verdure) e quinoa (simile al miglio, e senza glutine, si
mangia mista a carne, pesce o verdure come il cous cous.
Ulteriore passo avanti, l’eliminazione dei distributori con snack o bevande gassate.
Pessima la reazione di studenti e genitori, raccolta da Los Angeles Unified School District. Per alcuni i piatti hanno un sapore pessimo, tanto da essere definiti “Cibo per cani”.
I genitori di altri studenti hanno iniziato a soffrire di disturbi vari: mal di testa, anemia, spossatezza e mal di stomaco. I ragazzi consumano poco o niente il nuovo cibo, ed il corpo ne
risente.
Tanto malcontento ha favorito l’opposizione, una sorta di rivoluzione della mensa.
E’ presente la lotta non violenta: gli scolari ritirano i vassoi con il cibo salutare e li restituiscono intoccati, con i cartoni del latte (ovviamente senza zuccheri e coloranti) sigillati ed
inviolati.
Forse, al primo posto delle contromisure vi è il commercio clandestino. Comprati all’esterno o portati da casa, patatine, dolcetti e junk food vari vengono scambiati dai ragazzi, abili a
sfuggire agli sguardi dei controllori.
Risultato, i menu della salute hanno aumentato la cattiva alimentazione, con solo un numero limitato di ragazzi capace di apprezzare le nuove pietanze.
Cercando un riparo, alcuni istituti hanno scelto la via del compromesso.
Così, nella settimana si alternano i nuovi piatti della salute ed i vecchi piatti, magari in forma ripulita. Ad esempio, la pizza viene preparata con farina biologica, formaggio magro e
salsa senza sale.
FONTE: “Kids Reject L.A.’s New Healthy School Lunches, Compare Them To Dog Food”, jezebel.com
Matteo Clerici
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