Emergenza diossina scoppiata in Germania su polli, mucche e maiali
10 Gennaio 2011
L’Italia è un forte importatore dalla Germania che è il principale fornitore di latte e derivati del nostro paese con quasi 41 milioni di quintali all’anno in equivalente latte
(latte, latticini e formaggi), ma che esporta nella penisola anche grandi quantità di maiale (220 milioni di chili di carne e 3,7 milioni di chili di maiali vivi da macellare in Italia
nei primi nove mesi del 2010) e, più marginalmente, di uova (2,7 milioni di chili tra quelle in guscio,fresche, conservate o cotte, sempre tra gennaio e settembre 2010) con un
aumento del 12 per cento rispetto allo scorso anno.
E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’emergenza diossina scoppiata in Germania su polli, mucche e maiali nel sottolineare che come già avviene per le uova sarà
presto possibile conoscere l’origine di tutti i prodotti grazie all’approvazione definitva del disegno di legge sull’etichettatura annunciato per il 12 gennaio dal Ministro per le
Politiche Agricole Giancarlo Galan alla Camera dopo il consenso raccolto da tutti i gruppi parlamentari al Senato. Attualmente in Italia – spiega la Coldiretti – l’obbligo di indicare la
provenienza è in vigore per carne bovina (dopo l’emergenza mucca pazza), pollo (dopo l’emergenza aviaria), ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, passata di pomodoro,
extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta è anonima per circa la metà della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal latte a lunga conservazione ai
formaggi, dalla carne di maiale ai salumi.
L’importante e tempestiva azione messa in atto dal Ministero della Salute grazie alla presenza in Italia del sistema di controlli piu’ capillare in Europa deve essere accompagnata – sostiene la
Coldiretti – da interventi strutturali come l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta che ne consenta di aumentare l’efficacia a garanzia dei produttori italiani e dei
consumatori.
Occorre intervenire per non rincorrere le emergenze in un Paese come l’Italia che è forte importatore e dove – precisa la Coldiretti – due fette di prosciutto su tre vendute come
italiane che sono provenienti da maiali allevati all’estero, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della
pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. Ma chi
acquista – denuncia la Coldiretti – non puo’ saperlo perché non è sempre obbligatorio indicarlo in etichetta. Con l’approvazione del provvedimento sull’obbligo di
etichettatura da parte del parlamento l’Italia – conclude la Coldiretti – ha l’opportunità di svolgere una azione di leadership in Europa nella tutela della qualità e della
sicurezza dei consumatori
I CIBI CON L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI
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Cibi con l’indicazione di provenienza |
E quelli senza |
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Carne di pollo e derivati |
Pasta |
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Carne bovina |
Carne di maiale e salumi |
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Frutta e verdura fresche |
Carne di coniglio |
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Uova |
Frutta e verdura trasformata |
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Miele |
Derivati del pomodoro diversi da passata |
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Passata di pomodoro |
Formaggi |
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Latte fresco |
Derivati dei cereali (pane, pasta) |
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Pesce |
Carne di pecora e agnello |
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Extravergine di oliva |
Latte a lunga conservazione |





