Fattore K: la Ketamina contro i casi gravi di depressione
23 Agosto 2010
La Ketamina per combattere la depressione, specie quando si presenta in forme gravi o resistenti alle terapie convenzionali. E’ l’idea proposta da una ricerca dell’Università di Yale,
diretta dal professor Ronald Duman e pubblicata su “Science”.
La Ketamina (detta anche Special K) è un composto usato come anestetico in diversi campi della medicina, dalia pediatria alla veterinaria.
Nella ricerca, gli studiosi hanno messo alla prova le sue facoltà, con test su cavie ed esseri umani.
Innanzitutto, la Ketamina è stata usata su topi con cellule celebrali danneggiate dallo stress cronico: il farmaco ha ripristinato i collegamenti sinaptici, aiutando la rigenerazione
delle cellule lesionate.
Successivamente, è stata svolta una prova controllata con pazienti umani, sofferenti di depressione.
Allora, la Ketamina si è mostrata efficace nel 70% dei pazienti impermeabili alle normali terapie. Inoltre, “Il vantaggio è che una dose di farmaco può lavorare rapidamente
per 7-10 giorni”, spiega Duman.
Tuttavia è presto per dichiarare chiusa la pratica. A parte le cautele standard delle ricerche mediche, l’uso della Ketamina è di per sé insidioso. Come spiega il
professore, la sostanza va somministrata per via endovenosa solo sotto stretto controllo medico, in quanto in grado di provocare sintomi psicotici a breve termine.
Fonte: Nanxin Li, Boyoung Lee, Rong-Jian Liu, Mounira Banasr, Jason M. Dwyer, Masaaki Iwata, Xiao-Yuan Li, George Aghajanian, and Ronald S. Duman, “mTOR-Dependent Synapse Formation
Underlies the Rapid Antidepressant Effects of NMDA Antagonists”, Science 20 August 2010 329: 959-964 [DOI: 10.1126/science.1190287] (in Reports)
Matteo Clerici
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