Vendemmia 2010: buona qualità e superiore a quella del 2009
28 Luglio 2010
Secondo la Cia, si dovrebbe registrare un aumento produttivo tra il 3 e il 5 per cento. La cautela è, tuttavia, d’obbligo. C’è uno spazio enorme per crescere ancora e migliorare il
“vigneto Italia”: Sugli esiti della campagna inciderà per la prima volta la “vendemmia verde”. Ancora troppo il peso burocratico per le imprese che incontrano difficoltà per
l’accesso al credito.
Di buona qualità e superiore (tra un più 3 e più 5 per cento) a quella del 2009. Queste le previsioni della Cia-Confederazione italiana agricoltori per l’ormai prossima
vendemmia, favorita dalle positive condizioni climatico-ambientali degli ultimi mesi. Resta, però, l’incognita maltempo, mentre i segnali che arrivano dal mercato, che l’Ismea definisce
stabile e calmo, sono moderatamente rassicuranti: per i vini bianchi, in modo particolare i frizzanti e gli spumanti, si conferma un trend positivo; per quelli rossi, invece, si evidenziano
alcune difficoltà.
Analizzando il dettaglio regionale, si rileva una sostanziale omogeneità all’interno delle diverse macro-aree. Nel Nord si prevede un andamento produttivo simile o leggermente superiore a
quello dello scorso anno, mentre per il Centro si annuncia una crescita tendenziale. Per il Sud si dovrebbe avere una tenuta, con flessioni per Sicilia e Sardegna.
Da rilevare che -come sottolineato dall’Ismea- il settore vitivinicolo ha registrato un ritorno alla “normalità” dopo gli “anticipi” di vendemmia avuti nel 2009: Fattori determinanti sono
stati il freddo che ha caratterizzato l’inverno e la piovosità che si è protratta per tutta la primavera. E questo ha provocato un rallentamento dello sviluppo delle piante e,
quindi, uno slittamento della raccolta.
Dopo aver evidenziato che quest’anno sugli esiti della campagna inciderà anche “la vendemmia verde” (la completa distruzione o eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, in
modo da ridurre a zero la resa dell’intera unità vitata), attivata per la prima volta, la Cia -come sostenuto anche dal Gruppo di interesse economico (Gie) del settore- ribadisce la
necessità di migliorare la capacità di spesa, che nel corso dell’ultimo anno ha visto comportamenti discontinui. Atteggiamenti che in alcuni ambiti territoriali hanno causato una
riduzione di investimento e conseguente perdita di competitività per le imprese.
La riforma del settore promossa in ambito Ue -rimarca la Cia- presenta luci ed ombre. Queste ultime in particolare si annidano in un peso burocratico rilevante per il settore, nonché nelle
difficoltà di accesso al credito, accentuatesi soprattutto a causa della crisi economica.
La Cia ricorda, inoltre, che sul mercato le “bollicine italiane” continuano a conquistare il cuore degli appassionati e non. Si confermano così i dati positivi del trend d’esportazione per
gli spumanti, con un aumento del 18 per cento in volume e del 4 per cento in valore assoluto.
Comunque, per la Cia i dati del mercato vitivinicolo confermano che c’è uno spazio enorme per crescere ancora e migliorare il ruolo di primo produttore europeo e detentore del 17 per cento
della produzione mondiale. La creatività e la capacità del “vigneto Italia” e dei suoi attori sono, infatti, mirate alla ricerca di nuovi consumatori, puntando sulle
specificità anche locali, dunque, sui territori, ma anche sulla destagionalizzazione di un vino che incontra sempre di più i gusti e le esigenze degli appassionati.
Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV





