Prezzi: Coldiretti, con mobilitazione arriva etichetta made in Italy
25 Settembre 2009
Il sostegno all’obbligo di indicare l’origine del latte e derivati in etichetta ottenuto dal Ministro Luca Zaia al vertice italo francese e il via libera all’unanimità del Senato al
disegno di legge che estende a tutti gli alimenti tale obbligo a tutela del Made in Italy presentato dal Scarpa Bonazza Buora, rappresentano una svolta per i consumatori e gli agricoltori
impegnati nella mobilitazione della Coldiretti davanti al Parlamento e al Ministero delle Politiche Agricole con l'”operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani”, in occasione
della giornata di
mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori).
Con l’approvazione della legge non sarà più possibile – sottolinea la Coldiretti – spacciare come Made in Italy prodotti importati dall’estero e si pone fine ad un inganno che
riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza
indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle non a
denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. Per ogni prodotto agricolo realizzato nei campi o negli allevamenti situati in Italia, si sviluppa un Made in
Italy alimentare cinque volte più grande tra contraffazioni e imitazioni.
“Abbiamo imboccato la strada giusta. L’obbligo di etichettatura è una vera svolta per contrastare i due furti ai quali è sottoposta giornalmente la nostra agricoltura che subisce da
una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano, e dall’altra il furto di
valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli a causa di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti della filiera agroalimentare” ha affermato il presidente della
Coldiretti Sergio Marini.
Secondo l’indagine Coldiretti-Swg la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente
agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale, ma in Italia la metà della spesa è
ancora anonima. Il pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza per
l’ortofrutta fresca, le uova, il miele, il latte fresco, il pollo, la passata di pomodoro e dal primo di luglio è arrivato anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate
nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa – ha concluso la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la
pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.
L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI
Cibi con l’indicazione di provenienza e quelli senza
Carne di pollo e derivati
Pasta
Carne bovina
Carne di maiale e salumi
Frutta e verdura fresche
Carne di coniglio
Uova
Frutta e verdura trasformata
Miele
Derivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoro
Latte a lunga conservazione
Latte fresco
Formaggi non dop
Pesce
Derivati dei cereali (pane, pasta)
Extravergine di oliva
Carne di pecora e agnello
Fonte: Elaborazioni Coldiretti




