Maca Peruviana: risolve davvero ogni problema sessuale?
5 Maggio 2009
Vagando per la rete noto un grande interesse per una pianta peruviana che sembra sia un ottimo rimedio contro vari disturbi sessuali, il rimedio principe contro l’infertilità, il
sostitutivo della creatina nello sport, un fantastico rinvigorente al punto di essere definito il “Ginseng delle Ande”. Oggi parliamo del Lepidium Meyenii o Maca.
Questa pianta vive in condizioni estreme ed è conosciuta e usata già dai tempi dagli Incas per il suo potere energizzante, tonico e come alimento data la grande valenza
nutritiva della sua farina. Il tubero, la parte che si usa, ha un alto valore in proteine e contiene molti degli aminoacidi essenziali e degli aminoacidi ramificati difficilmente reperibili nei
vegetali.
In Erboristeria è nota per le “proprietà energizzanti, afrodisiache e anti infertilità“. Nella medicina tradizionale peruviana, la si ritrova usata come
rivitalizzante della fertilità, e anche come antirachitico. E’ molto diffusa sulle Ande anche per le proprietà di “adattogeno“, contribuisce infatti a normalizzare
l’organismo quando sottoposto a grandi sforzi, stress fisici ed emozionali.
Non esistono, tuttavia, studi scientifici attendibili in merito che riscontrino queste qualità e il loro effetto positivo sull’uomo. Gli unici riferimenti scientifici accettati sono quelli
riguardanti gli studi condotti sui topi, nei quali sembra che i principi attivi della pianta regolarizzino la funzionalità ormonale e sessuale nelle “cavie da laboratorio”.
Questo purtroppo fa si che anche le proprietà reali di questa meravigliosa pianta probabilmente saranno confuse e spacciate come l’elisir di lunga vita vantando qualsiasi tipo di
proprietà di rinvigorente universale, poi passata la “moda” verrà messa nel dimenticatoio come già è avvenuto per altre importanti specie vegetali (vedi baobab, aloe
vera, noni ecc…) che abbiamo tralasciato ancora prima di imparare ad usare.
Forse sarebbe più opportuno cominciare a confidare più in noi stessi e nel potere che abbiamo di autoguarirci, e a capire che “siamo ciò che pensiamo“, ovvero
l’energia dei pensieri in cui ci identifichiamo deciderà l’esito della nostra giornata. Dipende da noi.
Se posso dare un consiglio, aiutatevi a pensare positivo, trovate il buono delle cose, guardate più cosa già avete piuttosto che cosa vi manca, non date per scontato ciò che
vi circonda, datevi un minuto al giorno per guardare lontano verso l’orizzonte. Sono certa che vi aiuterà a ricordare la semplicità e la forza di un tramonto o di un sorriso.
De Toni Valentina per NEWSFOOD.com





