Agricoltura, contro la crisi bisogna ammodernare il settore in termini di competitività
21 Gennaio 2009
Roma – “Occorre avviare una nuova stagione di politiche innovative e strutturali che, nell’interesse del sistema Paese, si pongano due obiettivi fondamentali:
ammodernare profondamente il settore agricolo-agroalimentare in termini di competitività delle imprese e contemporaneamente fronteggiare le difficoltà recate al settore
dalla crisi mondiale”.
Lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente del Coordinamento della Cooperazione agricola (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Ascat Unci e Agci Agrital) nel corso
dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato sullo stato di crisi del settore agricolo.
“L’agricoltura – ha proseguito Bruni – è in un momento di preoccupante crisi e finora le risposte della politica sono state insufficienti: il Decreto Legge n.
185/08 (cosiddetto “anticrisi”), in corso di conversione al Senato, è privo di provvedimenti specificatamente rivolti all’agricoltura e altre misure finora
adottate non sembrano essere di particolare efficacia. Per non parlare poi della questione ICI che se non venisse risolta sarebbe una vera sciagura per le aziende agricole e
cooperative”.
Quanto alle proposte concrete avanzate dalle centrali cooperative, Bruni ha parlato di misure che siano orientate a “favorire i processi di concentrazione delle imprese,
promuovere l’internazionalizzazione delle reti di vendita, prorogare gli aiuti di stato per gli investimenti delle grandi imprese, agevolare gli investimenti (in materia di
logistica, marchi e promozione), procedere infine alla ristrutturazione di imprese in difficoltà”.
Rispetto all’andamento del settore cooperativo, “se da un lato va evidenziato – ha spiegato Bruni – il carattere anticiclico dell’economia cooperativa
che ci ha permesso di chiudere un 2007 positivo e di reggere la crisi, è vero anche che dagli ultimi dati forniti dall’Osservatorio Economico della Cooperazione istituito
presso il Ministero delle politiche agricole emergono elementi di forte preoccupazione relativi a un rallentamento della crescita registrato negli ultimi mesi del 2008”.





