Legge 133/2008 ed effeti della rinuncia al riscatto di periodi assicurativi per i dipendenti pubblici

By Redazione

 

La legge n. 133/2008 ha previsto che le amministrazioni pubbliche possono risolvere il rapporto di lavoro con i loro dipendenti che hanno raggiunto l’anzianita’ contributiva massima di 40
anni. La norma ha fatto scattare l’allarme da parte dei dipendenti pubblici, specie di coloro che hanno chiesto, e magari gia’ pagato, il riscatto di periodi contributivi per raggiungere
il massimo di 40 anni di contributi ed aumentare cosi’ l’importo della pensione. Molti interessati si sono quindi affrettati a chiedere alle sedi dell’INPDAP di poter rinunciare agli
effetti del riscatto per non essere esposti alla possibilita’ di risoluzione del rapporto di lavoro. Con una recente nota alle sue sedi, l’INPDAP ha ora precisato che e’ certamente
possibile rinunciare totalmente o parzialmente agli effetti del riscatto, anche dopo l’integrale pagamento del relativo onere, a condizione che il periodo riscattato non sia gia’ stato
utilizzato per la determinazione dell’importo della pensione, e comunque senza possibilita’ di chiedere la restituzione di quanto gia’ pagato. Tuttavia, e qui la doccia fredda per gli
interessati, gli effetti della rinuncia operano esclusivamente sotto il profilo pensionistico ai fini del calcolo dell’importo della pensione in quanto l’anzianita’ contributiva
complessivamente maturata rimane tale e quindi la rinunzia non mette al riparo gli interessati dall’eventuale risoluzione del rapporto di lavoro.

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