Social Card, magro bilancio Inps:, su 520.000 richieste, solo 330.000 attivate

Social Card, magro bilancio Inps:, su 520.000 richieste, solo 330.000 attivate

By Redazione

 

Famiglia cristiana critica il governo.

Ultime 24 ore per non perdere i 120 euro della prima ricarica. La proroga della scadenza del 31 dicembre chiesta a Tremonti dalle Acli non è arrivata e ormai è
pressocché certo che non arriverà. Il grande can can orchestrato um nese fa intorno alla Social Card ha partorito un topolino. Sono state attivate finora, più o
meno, soltanto 300.000 Carte, rispetto a una platea di un milione e trecentomila aventi diritto. Altro che intervento per Natale o Capodanno. Ci si penserà, con calma e tanta
burocrazia, nel 2009, mentre ora le casse dello Stato risparmiano perchè non versano i 120 euro previsti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre a un milione di indigenti.

I dati dello Spi Cgil e della Cisl di Bologna 

Ottocentomila lettere inviate dalle Poste, ma solo 300.000 attivate dall’Inps e – anche tra queste ultime – i problemi non mancano perché, quando gli anziani arrivano alle casse
dei supermercati, spesso la Card risulta “scarica”.

Gli ultimi – sconcertanti – dati sulla Social Crad arrivano dallo Spi Cgil, un’organizzazione che di anziani se ne intende, visto che è il più grande dei sindacati
pensionati italiani.

Ma la beffa non finisce qui. In una conferenza stampa della Cisl di Bologna, le cui cifre appaiono,  in un articolo di Alice Loreti, sulle pagine locali dell’Unità emergono
dati ancora più clamorosi. “Ai nostri sportelli – spiega Laura Gamberini, segretaria organizzativa della Cisl bolognese – si sono rivolte 500 persone, con la lettera in mano. Di
queste, 150 avevano i requisiti minimi e solo 30, finora, hanno ricevuto la Carta degli acquisti”.

Ma non finisce qui, perché – sottolinea la Gamberini – il 40% degli acquisti tramite Card è andata fallita”, perché sul “Bancomat dei poveri” non  era stato
ancora caricato nulla.

Un disastro, insomma.

Dure critiche da Famiglia Cristiana

Auspicando provvedimenti efficaci a favore delle famiglie, sempre più in difficoltà,”’Famiglia cristiana” boccia alcuni
provvedimenti presi finora dal governo. “Mai come in questi anni – afferma Beppe del Colle nell’editoriale di apertura del prossimo numero – s’è parlato tanto di
famiglia. Il più delle volte, per dirne male. O anche per smontarla. Si è parlato tanto di famiglie (…) per illuderle prima con vuote promesse elettorali, per
deluderle poi quando la montagna ha partorito striminziti topolini: bonus, social card, una tantum. Provvedimenti tampone – conclude la rivista cattolica – che non tamponano un bel
niente”.

Ultime ore per non perdere 120 euro 

E non finisce qui, perché la Carta per gli acquisti (come preferisce chiamarla il ministro Tremonti) rischia di diventare ugualmente un miraggio per migliaia di persone che, dopo
il danno delle “doppie procedure” (prima le Poste che ti concedono il tesserino, poi gli accertamenti Inps che te lo negano) vedono profilarsi anche la beffa.

Un milione di potenziali aventi diritto rischiano di perdere (anzi, quasi sicuramente hanno già perso, se non intervengono novità in queste ore) i 120 euro degli arretrati
dei primi 3 mesi, cioé quelli che riguardano ottobre, novembre e dicembre 2008.

Mancano, infatti, soltanto 24 ore alla scadenza stabilita dal governo per la presentazione della domanda, prevista il 31 dicembre 2008. E nessuno in Italia sa, visto che i telegiornali
non ne parlano, che, superando il confine del 31, si dovrà dire addio ai 120 euro di finanziamento retroattivo.

L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dalle Acli, che – per venire incontro alle richieste di assistenza dei cittadini – terranno aperti gli sportelli dei Caf Acli oggi e
anche il 31 dicembre, visto che non è arrivata nessuna proroga della scadenza

Non raccolto l’invito a rinviare la scadenza: perché? 

E non è stato ancora raccolto dal governo l’appello delle Acli a spostare almeno di un mese questa scadenza, per cui nasce il sospetto che il ministro Tremonti abbia in
realtà voluto beneficiare di un annuncio pre-natalizio, ma spostare l’esborso vero e proprio nel bilancio dello Stato 2009, “fingendo” soltanto di spendere i soldi subito,
così com’è accaduto anche il bonus famiglia, che solo da febbraio in avanti comincerà a vedersi in busta paga.

“Il rischio – sostiene Paola Vacchina, presidente nazionale del Caf Acli – è che centinaia di migliaia di cittadini, soprattutto i più bisognosi che stanno
affollando i nostri sportelli, perdano un contributo di 120 euro che gli spetterebbe invece di diritto”.

Il rimborso retroattivo dei tre mesi, spiegano dall’Acli, era stato pensato immaginando l’attivazione della Carta Acquisti dal 1° ottobre. “Se la macchina invece non
è partita prima del 1° dicembre, dobbiamo evitare che a pagare il ritardo siano le persone destinatarie del sussidio”, dice Paola Vecchina, che conclude: “Per
questo pensiamo sia ragionevole spostare il limite di tempo per ottenere la ricarica di 120 euro dal 31 dicembre al 28 febbraio”.

Finanziamenti col contagocce 
Non soprende che l’operazione Social Card sia stata avviata col contagocce. L’obiettivo sempre più evidente di Tremonti è stato quello di trasferire la spesa dal
bilancio 2008 a quello 2009. Esistono, infatti, difficoltà nel reperire le risorse. Non a caso, anche per la “ricarica” nel 2009 delle carte abilitate (finora solo 200.000 su una
platea di 1.300.000 aventi diritto) sul sito del ministero dell’Economia si specifica che “Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata dal
ministero dell’Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due
mesi con 80 euro (40 euro x 2 = 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili”. Come si vede non vengono assicurate scadenze fisse, ma si parla di “stanziamenti
disponibili”. Strano modo di procedere, dopo aver tanto sbandierato l’iniziativa.

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD