Della Seta: «Piemonte non può aspettare finanziaria 2009 per ricostruzione»
5 Giugno 2008
Il Piemonte non può aspettare la prossima Finanziaria avere altri fondi per la ricostruzione dopo la recente alluvione, dal momento che i danni sono stati stimati in 500 milioni di euro
e il governo ha finora stanziato 5 milioni di euro».
Lo ha detto nel corso del question time nell’aula del Senato Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione ambiente eletto in Piemonte.
«L’alluvione di pochi giorni fa in Piemonte, nelle province di Torino e di Cuneo, ripropone ancora una volta, con urgenza e anche con drammaticità vista la perdita di vita umane
che si è dolorosamente registrata, il problema del dissesto idrogeologico in cui versa gran parte dell’Italia – ha detto Roberto Della Seta – Problema che rappresenta l’eredità
avvelenata di decenni di un’opera insufficiente, spesso controproducente, di governo del territorio, e che presenta aspetti particolarmente problematici una regione con le caratteristiche
morfologiche e idrogeologiche del Piemonte.
Mentre vanno salutate positivamente la rapidità e l’efficacia dimostrate dalle autorità regionali e locali, dalla protezione civile, dai vigili del fuoco e da centinaia di
volontari nella gestione dell’emergenza, rapidità ed efficacia che certamente hanno circoscritto di molto i danni alle persone, al tempo stesso occorre, parlo in particolare a nome di
tutti i colleghi del Partito Democratico eletti in Piemonte – ha continuato Della Seta – che il governo assicuri tempestivamente il necessario sostegno finanziario alla riparazione dei danni
diretti dell’alluvione, ad oggi stimabili in almeno 500 milioni. Finora, lo ricordo, il governo ha deciso uno stanziamento straordinario di 5 milioni.
Più in generale, è auspicabile che il governo si dia come priorità il rafforzamento delle politiche di manutenzione e messa in sicurezza del territorio. Da questo punto di
vista, è un segnale tutt’altro che incoraggiante che in mezzo agli innumerevoli tagli a spese non proprio superflue predisposti dal ministro Tremonti a copertura del taglio generalizzato
dell’Ici sulla prima casa, la scure sia caduta anche sugli stanziamenti previsti per il 2008 per interventi di difesa del suolo nei piccoli comuni, cioè in quegli oltre 5000 comuni
italiani (1300 solo in Piemonte) che hanno meno di 5000 abitanti. La nostra speranza e la nostra richiesta è che l’esecutivo, anche per effetto di quanto avvenuto in Piemonte, cambi
decisamente strada rispetto a questo primo, infelice passo».




