Mutui: l'accordo Abi – Governo non dà alcun risparmio ai consumatori
22 Maggio 2008
Paolo Landi, Adiconsum: «I mutuatari devono essere consapevoli che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi».
Perché il Governo non utilizza anche i 20 milioni di euro previsti in Finanziaria per i mutuatari in difficoltà?
Adiconsum chiede di partecipare al tavolo Governo-Abi per esaminare nel dettaglio le condizioni dell’accordo.
Da come è stato spiegato l’accordo, sembrerebbe che oltre 1 milione di famiglie avranno una riduzione del costo del proprio mutuo a tasso variabile.
Non è così.
Viene sì ridotta la rata del mutuo, ma la durata del mutuo si allunga e ciò che non si è pagato oggi, sarà pagato in futuro caricato dei relativi interessi.
L’aspetto positivo di questo accordo sta nel fatto che la banca è obbligata a rinegoziare mentre fino ad oggi, come è accaduto frequentemente, poteva non offrire la propria
disponibilità.
In questo senso, l’accordo facilita il rapporto banca-mutuatario e fissa le condizioni dell’accantonamento.
L’anno preso a riferimento è il 2006, in cui però si erano già registrati gli aumenti più rilevanti.
L’abbassamento della rata del mutuo a tasso variabile di circa 100 euro viene addebitata su un conto finanziamento. Su queste somme maturano interessi ad un tasso fisso(oggi del 5,13%) che si
cumulano nel corso degli anni fino alla scadenza del mutuo.
Il vantaggio per le famiglie è una rata del mutuo compatibile con il proprio reddito, ma ciò non comporta alcuna riduzione dei relativi interessi maturati e il pagamento di
ulteriori interessi a scadenza.
Parlare, quindi, di benefici di 800-1000 euro è assolutamente fuori luogo.
I vantaggi sembrano più per le banche che per i mutuatari.
Molti sono gli aspetti ancora da chiarire e che possono incidere sulla valutazione dell’accordo:
? la tenuta del conto finanziamento è gratuita oppure vi gravano dei costi?
? Le quote accantonate sono solo interessi o quote di capitale?
? Gli addebiti sul conto beneficiano delle detrazioni fiscali?
In caso di abbassamento dei tassi ritorno ad una bassa inflazione, il mutuatario deve aspettare a fine mutuo per estinguere il debito accumulato sul conto finanziamento?
Rientrano nell’accordo anche i mutui cartolarizzati o in sofferenza?
Per Adiconsum l’accordo risponde ad una esigenza reale, ma condizioni così rigide possono rappresentare anche un peggioramento rispetto alle rinegoziazioni individuali.
Adiconsum chiede di partecipare al tavolo Governo-Abi sia per esaminare tutte le condizioni dell’accordo nel dettaglio e soprattutto per chiedere che siano utilizzati i 20 milioni di euro
già stanziati per questo fine dalla Finanziaria, che possono alleviare i costi per le famiglie.




