Tabacco: dal Parlamento europeo una precisa risposta all'esigenza di certezze dei produttori
20 Maggio 2008
Un reale sostegno al settore europeo del tabacco e nuove certezze per i produttori, in particolare quelli italiani, così la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha commentato
l’approvazione da parte del Parlamento europeo della relazione di Sergio Berlato con la quale si chiede di estendere il finanziamento del Fondo comunitario del tabacco dal 2009 al 2012 e,
parallelamente, di prorogare il regime di aiuto ai produttori di tabacco fino alla stessa data, tramite il sistema del disaccoppiamento parziale.
L’Assemblea di Strasburgo suggerisce, inoltre, di finanziare il Fondo, che promuove azioni di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco, trasferendo il 6 per
cento degli aiuti, anziché il 5 per cento, ossia 81 milioni di euro.
Da tempo, d’altra parte, la Cia aveva sollecitato un provvedimento in questo senso proprio per dare all’intera filiera l’opportunità di organizzarsi in maniera adeguata davanti ai nuovi
orientamenti della politica agricola Ue e consentire ai produttori, specialmente quelli italiani, di avere reali prospettive di crescita e sviluppo.
Tale prolungamento e l’aumento al 6 per cento dei trasferimenti destinati al finanziamento del Fondo comunitario del tabacco rappresentano -ha affermato la Cia- elementi positivi per la tutela
della tabacchicoltura, un settore che in Italia ha una notevole importanza.
La Cia ha evidenziato, inoltre, che per il Parlamento europeo, pur rimanendo nell’ambito di una necessaria revisione della Politica agricola comune, che va nel senso di un disaccoppiamento
totale degli aiuti concessi agli agricoltori, è necessario difendere maggiormente quei settori, come il tabacco, per i quali la soppressione degli aiuti porterebbe un grave danno alla
produttività, fino all’abbandono delle coltivazioni, con notevoli conseguenze sul livello occupazionale e sulla dinamicità delle regioni coinvolte.
La Cia, quindi, ha auspicato che la posizione del Parlamento europeo possa costituire un punto fermo per dare certezze ai produttori e possa rappresentare un elemento significativo per spingere
l’Esecutivo di Bruxelles ad adottare misure in questo senso.





