Chisso: la regione Veneto lavora per i pendolari

By Redazione

Venezia, 14 Dicembre 2007 – «E’ facile sposarsi coi fichi secchi. Ma nell’Italia dei Comitati, io opero per raggiungere i risultati migliori in funzione delle esigenze dei nostri
cittadini e delle risorse disponibili, sapendo che nel settore dei trasporti siamo di fronte una situazione generale di carenze a livello nazionale, mentre come Regione gestiamo
un’eredità per la quale non abbiamo potuto esercitare alcuna riserva d’inventario».

L’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso non intende passare sotto silenzio le voci critiche di «sedicenti» rappresentanti dei pendolari, «le
necessità dei quali sono il nostro obiettivo e che concorrono con noi a pagare un servizio che non è all’altezza né delle aspettative né degli impegni
contrattuali». «Ribadisco la mia convinzione che, se non ci fosse una situazione di monopolio di fatto ma una effettiva concorrenza tra società di trasporto ferroviario, il
servizio sarebbe certamente migliore. E rispetto a qualche critica, superficiale e populista, secondo la quale la Regione non paga i treni, potrei ribattere molto facilmente, visto che assieme
a noi concorrono gli utenti, per i quali abbiamo tenuto le tariffe sotto controllo. Si chiedano costoro come mai quelle di lunga percorrenza in una manciata di mesi sono aumentate di oltre il
20 per cento e aumenteranno ancora, rispetto ad una società che ha come azionista il Governo».

«Se chi critica la Regione stipula un contratto con un imbianchino per tinteggiare la casa e questi lascia il lavoro a metà, lo fa male, dice di aver terminato la pittura, che fa?
Gli dà più soldi, o gli applica delle penalità? E si badi bene – dice ancora Chisso – che l’ultimo contratto è stato sottoscritto liberamente da Trenitalia, che ci
ha garantito puntualità, pulizia, informazione, l’11 per cento di treni/chilometro in più e così via. Se non adempie, le multe sono il minimo indispensabile».
«Sugli orari del trasporto pubblico locale ho già detto e molto avrei da dire: non si sa quale sia il vero interlocutore e si arriva alla data di cambio d’orario con un sostanziale
«prendere o lasciare». Il che non toglie che ci siamo dati e ci daremo da fare almeno per non subire le penalizzazioni dei treni a lunga percorrenza, mentre la nostra intenzione
è di estendere al massimo il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. Per il SFMR, però, mentre abbiamo già messo a disposizione le risorse regionali siamo fermi ancora
al cofinanziamento statale per il secondo lotto, che il governo delle sinistre in carica nel 2001 non aveva neppure preso in considerazione. Per il collegamento Chioggia – Mestre, invece,
nessuna ha da insegnarci nulla e ci saranno positive novità».

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