PALAZZO BELGIOIOSO, CENTRO DELLA CULTURA MILANESE
15 Settembre 2026
Palazzo Belgiojoso, scritto oggi Palazzo Belgioioso, è uno degli edifici più importanti del Neoclassicismo milanese
Il palazzo è particolarmente significativo perché rappresenta il passaggio dalla magnificenza tardo-barocca e rococò al rigore del Neoclassicismo promosso nella Milano dell’età di Maria Teresa d’Austria.
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Milano, 15 settembre 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
PALAZZO BELGIOIOSO, CENTRO DELLA CULTURA MILANESE
di Ben Sicchiero
Palazzo Belgiojoso, scritto oggi Palazzo Belgioioso, è uno degli edifici più importanti del Neoclassicismo milanese e, a mio avviso, uno dei palazzi che meglio rappresentano la trasformazione di Milano nella seconda metà del Settecento.

Sorge in piazza Belgioioso 2, a pochi passi da via Manzoni e dal Teatro alla Scala, nel cuore dell’attuale Quadrilatero della moda. Fu commissionato nel 1772 dal principe Alberico XII Barbiano di Belgioioso d’Este, membro di una delle più importanti famiglie aristocratiche lombarde, a Giuseppe Piermarini, l’architetto che stava dando a Milano il suo nuovo volto neoclassico.
Il palazzo è particolarmente significativo perché rappresenta il passaggio dalla magnificenza tardo-barocca e rococò al rigore del Neoclassicismo promosso nella Milano dell’età di Maria Teresa d’Austria.
La facciata è una delle caratteristiche più interessanti. È organizzata secondo una composizione rigorosamente simmetrica: 25 aperture, 3 grandi portoni, un piano terreno rivestito a bugnato, due piani superiori scanditi da elementi verticali, un’imponente parte centrale, bassorilievi e decorazioni neoclassiche, un grande frontone triangolare.

Le alte semicolonne e lesene conferiscono all’edificio un’impressione di monumentalità senza ricorrere all’esuberanza decorativa dei palazzi barocchi.
Un particolare curioso è costituito dai tre anelli con castone di diamante visibili sul portone centrale: sono elementi araldici legati alla famiglia Belgioioso e, secondo la documentazione fotografica, riconducibili anche alla simbologia dei Borromeo.

La magnificenza della facciata continua negli interni. Il palazzo si sviluppa attorno a tre cortili. Il principale presenta porticati con archi poggianti su colonne doriche di granito. Dal cortile si raggiunge lo scenografico scalone monumentale, decorato con balaustre, lesene e grandi vasi ornamentali.
Particolarmente importanti sono le sale del piano nobile, dove lavorarono alcuni dei maggiori artisti del Neoclassicismo lombardo. Tra questi: Giocondo Albertolli, per gli stucchi e le decorazioni; Martin Knoller, autore di importanti affreschi; gli artisti della famiglia Gerli, autori delle decorazioni; Giuseppe Parini, che fornì il soggetto per la decorazione della volta della galleria. Una curiosità è la presenza della cappella gentilizia, realizzata nel 1787 dall’architetto Simone Cantoni.
Alberico Belgioioso era un collezionista di libri e opere d’arte e fece del palazzo un importante luogo di incontro della cultura milanese. Nelle sue sale passarono personaggi della cultura illuministica e neoclassica; tra i nomi associati al luogo figurano Giuseppe Parini e, più tardi, Ugo Foscolo: e la nobiltà “progressista” si accreditava come protagonista della nuova cultura illuministica e neoclassica.
Uno degli episodi più singolari legati al palazzo risale al 1799. Il generale russo Aleksandr Vasil’evič Suvorov, comandante delle forze austro-russe impegnate nella campagna d’Italia contro i francesi, entrò a Milano nell’aprile di quell’anno e soggiornò proprio a Palazzo Belgiojoso, come testimonia una lapide sulla facciata. Altro episodio da segnalare, di tutt’altro genere: nel 1973 alcune scene del film Le cinque giornate furono girate all’interno dell’edificio.
Palazzo Belgioioso è una proprietà privata e non è normalmente aperto alle visite. Gli interni, tuttavia, sono stati occasionalmente accessibili in occasione di eventi e iniziative culturali.
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