BUDDA LAW FESTEGGIA UN ANNO DI CRESCITA: 2.500 ISCRITTI PER L’AI CHE DIVENTA AVVOCATO
24 Luglio 2026
A un anno dal lancio sul mercato, Budda Law consolida la propria posizione tra le realtà più innovative del legal tech italiano. La piattaforma di intelligenza artificiale fondata dagli avvocati Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni ha raggiunto quota 2.500 iscritti, rafforzando il proprio ecosistema con webinar quindicinali dedicati ad AI e diritto, l’integrazione nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano e nuovi strumenti su Claude grazie al reparto ricerca e sviluppo con sede nel Trevigiano. I tre founder: “Grazie a un patrimonio di circa due milioni di provvedimenti giurisprudenziali aggiornati su base settimanale, Budda Law punta a diventare il punto di riferimento per professionisti e imprese”
A dodici mesi dall’ingresso sul mercato, Budda Law celebra il primo anno di attività confermando la propria crescita nel panorama del legal tech italiano. Nata dall’intuizione di tre professionisti del diritto con una forte vocazione tecnologica, la piattaforma ha trasformato l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto per avvocati, consulenti e imprese, raggiungendo oggi quota 2.500 iscritti e consolidando una community professionale sempre più ampia.
Fondata tra Roma e Veneto dagli avvocati Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni, Budda Law è stata sviluppata per rendere il diritto più accessibile, veloce e comprensibile attraverso un sistema di intelligenza artificiale addestrato su un vastissimo patrimonio documentale composto da circa due milioni di provvedimenti, sentenze, modelli di atti e contratti provenienti dalle principali giurisdizioni italiane, nonché un robusto dataset di normative. In pratica, l’intelligenza artificiale diventa avvocato e fornisce consulenza ai professionisti, fino ad arrivare alla stesura dei documenti legali.
Nel corso dell’ultimo anno la startup ha registrato una crescita costante sia nell’utilizzo della piattaforma sia nelle attività di divulgazione e formazione. Tra le iniziative più apprezzate spicca il calendario di webinar gratuiti organizzati ogni quindici giorni, dedicati ai temi dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, all’evoluzione normativa e alle nuove opportunità offerte dalla trasformazione digitale per studi professionali e legali d’azienda. Tra le ultime novità, anche la presenza di Budda Law nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, una delle fonti più autorevoli per il monitoraggio degli strumenti di AI legal.
Secondo le più recenti analisi, il settore legal tech italiano vale oggi oltre 30 milioni di euro e continua a crescere grazie all’adozione sempre più diffusa di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. In questo contesto Budda Law si è distinta per la capacità di combinare competenze giuridiche e innovazione tecnologica. Il differenziale della piattaforma è la sua capacità di essere “istruita” dal legale, che può plasmare in base al proprio metodo di lavoro quasi fosse un praticante da formare: ma, una volta addestrata ai ritmi e alle peculiarità dello stile dello studio, rimane sempre a disposizione.
Merito dell’introduzione di nuovi verticali sviluppati attraverso la tecnologia Claude, progettati per offrire competenze sempre più specialistiche e contestualizzate in specifici ambiti del diritto. L’obiettivo è consentire ai professionisti di dialogare con strumenti AI altamente focalizzati sulle diverse materie, migliorando ulteriormente la qualità delle analisi, delle ricerche e dei documenti prodotti.
«Quando abbiamo lanciato Budda Law volevamo dimostrare che l’intelligenza artificiale poteva diventare uno strumento concreto al servizio del diritto e non soltanto una promessa tecnologica», dichiarano i founder Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni. «A distanza di un anno i numeri ci confermano che il mercato era pronto per questa evoluzione. I 2.500 iscritti rappresentano molto più di un dato quantitativo: sono una comunità di professionisti che ogni giorno utilizza la piattaforma per lavorare meglio e più velocemente. L’integrazione del database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, i costanti aggiornamenti della base dati e i nuovi verticali sviluppati con Claude sono tasselli di una strategia che punta all’eccellenza. Continueremo a investire in ricerca, contenuti e formazione perché crediamo che il futuro del diritto passi attraverso la collaborazione tra competenze umane e intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo resta quello di costruire una piattaforma italiana capace di competere con i grandi player internazionali del settore».
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Budda Law è la startup legal-tech che sta trasformando l’accesso al diritto in Italia. Nata nel gennaio 2025 (on line dal luglio) dall’intuizione di tre avvocati quarantenni — Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni — la piattaforma è operativa da luglio dello scorso anno con headquarter a Roma e un polo R&D a Villorba (TV). Il cuore del progetto è un imponente database proprietario di centinaia di GB, che raccoglie circa due milioni di sentenze dal 2019 ad oggi, coprendo Cassazione, Corti di merito, ambito tributario e privacy (con l’imminente arrivo della giurisprudenza amministrativa). Grazie a questo patrimonio e al know-how del founder Roberto Alma, anche laureato in informatica, Budda Law genera pareri argomentati, risponde a quesiti e crea contratti personalizzati basati su riferimenti reali. L’innovazione risiede nella democratizzazione del servizio: la piattaforma adotta un modello a “crediti” senza abbonamenti obbligatori, permettendo pagamenti per singola interrogazione. I numeri certificano il successo: circa 2.500 utenti attivi, 2.500 interrogazioni mensili e oltre 10.000 pareri legali già generati. Con una crescita di 200 nuovi utenti al mese, Budda Law si impone come il nuovo punto di riferimento per aziende e studi legali che cercano rapidità, affidabilità e costi contenuti.
Roberto Alma
Romano classe 1985, avvocato e Co-Fondatore dello Studio KBL Law. Assiste Startup, PMI ed Investitori nel settore digital e nuove tecnologie. Laureato in informatica, con una tesi sui motori di intelligenza artificiale applicati al dominio legale. Aree di competenza: Societario, M&A, contrattualistica commerciale, Privacy, Proprietà Intellettuale. Ricopre il ruolo di DPO presso rilevanti realtà nazionali. Docente presso Master di II livello su tematiche di innovazione digitale. Esperto di Legal Tech. Ha sviluppato dal 2017 numerosi progetti di Legal Tech con particolare riferimento a banche dati e motori di ricerca semantica.
Daniele Costa
Romano classe 1984, avvocato e Co-Fondatore di KBL Law. Assiste Startup, PMI ed Investitori nel settore digital e nuove tecnologie. Aree di competenza: Diritto Commerciale e Societario, M&A ed Operazioni Straordinarie, Diritto dell’Informatica e delle Nuove Tecnologie, Diritto della Privacy e Data Protection, Proprietà Intellettuale. Docente in Diritto Societario e Commerciale e Proprietà Intellettuale presso lo IED (Istituto Europeo di Design) di Roma. Partecipa in qualità di relatore in corsi universitari e convegni nazionali. Da alcuni anni collabora, in qualità di esperto, a progetti software nel settore del Legal Tech, occupandosi, in particolare, della generazione dei template e dei dataset di addestramento e verifica.
Matteo Moscioni
Originario di Viterbo e classe 1986, avvocato e Of Counsel dello Studio KBL Law. Assiste PMI nella gestione stragiudiziale dei rapporti di lavoro, nel contenzioso giuslavoristico e nelle relazioni industriali. Aree di competenza: Diritto del Lavoro, Contenzioso Giuslavoristico, Relazioni Sindacali, Contrattualistica del Lavoro e Compliance Normativa (ESG Labour Compliance, Privacy Labour Compliance). Titolare di Master di II livello in “Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale” presso l’Università di Roma Sapienza e diplomato presso la Scuola di Alta Formazione in Diritto del Lavoro (AGI – Avvocati Giuslavoristi Italiani). Docente in corsi avanzati in diritto del lavoro, rivolti ad HR, imprenditori e professionisti. Nell’ambito del Legal Tech si è occupato del preprocessing dei dati e nella creazione dei dataset di addestramento e verifica.






