Alla scoperta del versante sud-ovest dell’Etna con il nuovo vino di Palmento Costanzo
10 Settembre 2021
Tradizione, passionalità, coraggio. Il vino dell’Etna racchiude in sé i tratti di una terra unica come la Sicilia. Lo sa bene la famiglia Costanzo che, oltre dieci anni fa, decise di restaurare una struttura testimone del patrimonio enologico della zona – il palmento, che dà nome alla cantinastessa – e cominciare a produrre vino sul versante nord del vulcano siciliano. Oggi, accanto alle etichette “storiche” della cantina, se ne aggiunge un’altra, che proviene da vigne situate nel lato opposto del grande gigante, quello sud-ovest. A riprova della voglia da parte dell’azienda di valorizzare il territorio nella sua interezza, per non perderne nessuna sfumatura.
Cosa rende unico Contrada Cavaliere, vino Etna Doc Bianco di Palmento Costanzo
“Il vino è per noi da sempre ambasciatore del nostro territorio, linguaggio che sa raccontare le storie di chi lo abita e lo produce– spiegano dall’azienda -. Un nuovo racconto, da oggi, arricchisce la nostra cantina: vi presentiamo Contrada Cavaliere Etna Doc Bianco 2019, un vino 100% Carricante che accoglie gli aromi del versante sud dell’Etna”.
Il Carricante è un vitigno a bacca bianca siciliano, che proprio alle pendici del vulcano trova da sempre il territorio ideale per esprimere al meglio le sue potenzialità. Le sue vigne si trovano a un’altitudine di 950 metri s.l.m., poggiando in un suolo a tessitura fine, ricco di scheletro e molto fertile.
Aromi, profumi e caratteristiche
La voglia di osare della cantina unita al terroir, l’esposizione e il suolo danno vita a una combinazione che non smette di stupire. “Da queste condizioni nasce questo vino eccezionale, dagli aromi e dal gusto marcati – continuano dall’azienda -. Intenso, ricco, polposo e ampio, con sentori di zagara e frutti bianchi, elegante ed armonico nella sua espressione acido-salina-minerale.
In attesa della vendemmia sull’Etna
La vendemmia in Sicilia è già cominciata, ma la raccolta delle uve che daranno vita al Contrada Cavaliere deve ancora prendere il via. L’esposizione, ma soprattutto l’altitudine, fanno sì che questa avvenga a inizio ottobre: una vendemmia rigorosamente manuale, con i grappoli che, una volta raggiunta la cantina, passeranno a una fermentazione in acciaio, per poi affinare 12 mesi in acciaio e tonneaux e 8 mesi in bottiglia. “Un lungo percorso a tappe, che controlliamo scrupolosamente – concludono -. Perché come accade per tutte le cose più preziose, c’è bisogno di tempo, attenzione e pazienza. Il risultato finale, però, ci dimostra che ne vale la pena”.





