5 per mille e 8 per mille in Italia

5 per mille e 8 per mille in Italia

By MM

Evoluzione quantitativa, dinamiche di partecipazione e prospettive del finanziamento fiscale volontario (2014–2025)

A cura del Centro Studi dell’Associazione Articolo 3 – Lavoro, Fisco e Cittadinanza
Milano, 26 maggio 2026

Introduzione

Tra gli strumenti più peculiari del sistema fiscale italiano vi sono il 5 per mille e l’8 per mille. Entrambi consentono al contribuente di destinare una quota dell’IRPEF già dovuta, ma operano secondo logiche economiche e istituzionali differenti e producono effetti profondamente diversi.

L’8 per mille nasce con la revisione del Concordato del 1984 e disciplina il finanziamento delle confessioni religiose e di alcune attività statali. Il 5 per mille, introdotto sperimentalmente nel 2006 e successivamente stabilizzato, si configura invece come uno strumento di sostegno al Terzo settore, alla ricerca e ad attività di interesse generale.

Il loro confronto permette di osservare fenomeni che vanno oltre il semplice dato fiscale: fiducia istituzionale, trasformazioni religiose, partecipazione civica, capacità comunicativa degli enti e mutamento delle forme di solidarietà.

La domanda centrale di questo report non è soltanto quanto raccolgano i due strumenti, ma chi sceglie, come sceglie e come tali scelte stiano cambiando nel tempo.

Una precisazione metodologica necessaria

Nel dibattito pubblico si commette spesso un errore di impostazione.

Nel caso dell’8 per mille si confonde la quota assegnata con la quota di contribuenti che esprime una preferenza.

Nel caso del 5 per mille si tende invece a osservare soltanto il totale economico senza considerare il numero di firme.

Per evitare questo problema il report utilizza quattro indicatori distinti:

Indicatore Definizione
Partecipazione contribuenti che esprimono una scelta
Raccolta valore economico distribuito
Concentrazione distribuzione delle risorse tra beneficiari
Intensità di scelta rapporto tra scelte e contribuenti

Le serie storiche derivano da dati del Dipartimento delle Finanze, Agenzia delle Entrate e pubblicazioni ufficiali di rendicontazione.

Il quadro generale: quanto valgono i due strumenti

Tabella 1 – dimensione economica comparata (ultimo dato consolidato)

Indicatore 8 per mille 5 per mille
Quota IRPEF 0,8% 0,5%
Raccolta annua circa 1,4–1,5 miliardi € circa 523 milioni €
Beneficiari 13 soggetti oltre 91.000
Meccanismo quote non espresse redistribuzione nessuna redistribuzione

Il primo dato è evidente: l’8 per mille continua a muovere volumi economici circa tre volte superiori.

Ma questo non coincide con una maggiore partecipazione.

Otto per mille: chi sceglie davvero

La partecipazione all’8 per mille è inferiore a quanto spesso si immagina.

Tabella 2 – evoluzione della partecipazione

Redditi Contribuenti (mln) Scelte espresse (mln) Partecipazione
2014 41,3 18,1 43,8%
2015 41,6 18,0 43,3%
2016 41,8 17,9 42,8%
2017 42,0 17,8 42,4%
2018 42,1 17,6 41,8%
2019 42,2 17,5 41,4%
2020 41,5 17,2 41,4%
2021 42,0 17,1 40,8%
2022 42,4 17,1 40,3%
2023 42,57 17,05 40,06%

La tendenza è moderata ma costante.

Tra 2014 e 2023 il sistema perde circa:

−1,05 milioni di contribuenti attivi-1,05\ milioni\ di\ contribuenti\ attivi

La riduzione della partecipazione è pari a:

−8,5%-8,5\%

Il dato non suggerisce una crisi improvvisa ma un lento raffreddamento della propensione alla scelta.

Come cambiano le preferenze religiose

Qui emerge il cambiamento più importante.

Tabella 3 – distribuzione delle preferenze espresse nell’8 per mille

Redditi Chiesa cattolica Stato Altri
2014 80,95% 13,16% 5,89%
2015 80,76% 13,58% 5,66%
2016 79,91% 14,07% 6,02%
2017 78,97% 15,09% 5,94%
2018 78,51% 15,65% 5,84%
2019 77,18% 16,58% 6,24%
2020 71,74% 22,62% 5,64%
2021 70,37% 23,99% 5,64%
2022 69,52% 24,62% 5,86%
2023 66,16% 27,73% 6,11%

Il cambiamento è netto.

La quota della Chiesa cattolica perde:

14,79 punti14,79\ punti

in dieci anni.

Lo Stato cresce di:

14,57 punti14,57\ punti

Le altre confessioni restano sostanzialmente stabili.

Questo dato è importante perché smentisce una lettura superficiale secondo cui il calo cattolico sarebbe compensato da una crescita delle altre religioni.

Il trasferimento principale avviene verso lo Stato.

Dentro il 2023: distribuzione tra le confessioni

Tabella 4 – composizione dell’8 per mille (redditi 2023)

Beneficiario Quota
Chiesa cattolica 66,16%
Stato italiano 27,73%
Unione delle Chiese metodiste e valdesi 1,87%
Assemblee di Dio in Italia 1,42%
Unione Buddhista Italiana 1,11%
Unione delle Comunità Ebraiche Italiane 0,34%
Chiesa Evangelica Luterana in Italia 0,18%
altri 1,19%

Ma rapportando il dato ai contribuenti totali emerge un quadro molto diverso.

Tabella 5 – peso sul totale dei contribuenti (2023)

Destinatario Quota reale
Chiesa cattolica 26,5%
Stato 11,1%
Altri 2,5%
Nessuna scelta 59,9%

Questo significa che oggi circa tre contribuenti su cinque non esercitano alcuna scelta.

Cinque per mille: una partecipazione sorprendentemente stabile

Sul 5 per mille il fenomeno è differente.

Tabella 6 – contribuenti che scelgono il 5 per mille

Anno Scelte espresse (mln)
2014 16,4
2015 16,2
2016 16,1
2017 16,0
2018 15,9
2019 16,1
2020 16,5
2021 16,8
2022 17,0
2023 17,2

La partecipazione mostra una leggera crescita.

Tabella 7 – quota di contribuenti che scelgono il 5 per mille

Anno Partecipazione
2014 39,7%
2018 37,8%
2020 39,8%
2021 40,0%
2022 40,1%
2023 40,4%

Il dato sorprendente è che oggi il 5 per mille e l’8 per mille hanno livelli di partecipazione quasi identici.

Dieci anni fa non era così.

Ma allora perché il 5 per mille sembra crescere molto?

Perché aumenta il numero dei beneficiari.

Tabella 8 – crescita degli enti del 5 per mille

Anno Enti
2014 52.000
2016 54.000
2018 58.000
2020 64.000
2022 71.506
2024 91.012

Incremento nel decennio:

+75%+75\%

La raccolta però cresce molto meno.

Ne deriva un aumento della competizione.

Un indice utile: la concentrazione

Tabella 9 – rapporto tra crescita risorse e crescita beneficiari

Indicatore 2014–2024 Variazione
Importi 5 per mille +5,7%
Beneficiari +75%
Partecipazione +1,8%

Questo significa che il sistema del 5 per mille non sta crescendo principalmente perché gli italiani donano di più, ma perché più soggetti cercano di intercettare risorse.

Conclusioni

I dati mostrano due trasformazioni parallele.

L’8 per mille non sta collassando economicamente ma sta cambiando composizione: diminuisce il peso relativo della scelta cattolica e cresce il ruolo dello Stato.

Il 5 per mille non sta vivendo una crescita esplosiva della partecipazione ma una forte espansione organizzativa.

La vera novità del decennio è che oggi i due strumenti coinvolgono un numero quasi identico di contribuenti.

Questo suggerisce che il futuro della destinazione fiscale in Italia dipenderà meno dall’appartenenza tradizionale e sempre più dalla capacità degli enti di costruire fiducia, raccontare risultati e rendere visibile il proprio impatto.

Nota metodologica: elaborazione su serie storiche del Dipartimento Finanze – MEF, Agenzia delle Entrate e rendicontazioni pubbliche dei sistemi 5 per mille e 8 per mille.

Il lavoro del Centro Studi Associazione Articolo 3

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Articolo aggiornato al 26 maggio 2026
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