3500 ristoranti, e non solo. L’agribirra di Lombardia domina in Giappone

3500 ristoranti, e non solo. L’agribirra di Lombardia domina in Giappone

3500 ristoranti riforniti nella sola Tokio. L’agri birra lombarda piace in Giappone, che importa grandi quantità. Ma non basta. Come spiega il birraio Achille De Ponti, titolare
dell’azienda Pratorosso di Settala (Milano): “L’obiettivo è di espanderci sempre di più: abbiamo instaurato contatti anche con Cina, Brasile, Corea e Inghilterra”.

De Ponti ed i suoi colleghi sono i creatori di una realtà sempre più valida. La Lombardia ospita infatti circa 300 birrifici artigianali, veri e propri laboratori multifunzione:
alla produzione della bevanda, uniscono le funzioni tradizionali di agriturismo e fattorie didattiche e percorsi di riabilitazione per disabili ed anziani. Senza dimenticare poi offerte
innovative, come cosmetici e prodotti di benessere ricavati da erbe, olio e vino.

Detto questo, la birra rimane al primo posto. Nascono così prodotti come Seta, Milady o Castigamatt, “il lato oscuro del luppolo”, frutto dell’impegno della Fattoria Oasi di Certosa di
Pavia. O come Golden Ale, birra alta fermentazione creata da Enrico Treccani di Castel Goffredo. O come le bevande di Christian Perantoni, della Cascina Roveri, ricavata dall’orzo e luppolo dei
campi locali.

Nomi che testimoniano come la birra artigianale e la birra in genere sia viva e presente. In base ai dati Coldiretti, nel 2010 sono stati prodotti 13 milioni di ettolitri, con un export del
14,5%. Ed in patria 3 cittadini su 4 consumano con piacere, con una dose media pro-capite di 28 litri.

Matteo Clerici

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