Chewing Gum Day!

Chewing Gum Day!

By Giuseppe

Chewing-gum, cicca, cingomma, cicles, gomma da masticare… il 30 settembre è Chewing Gum Day!

Perfetti Van Melle: il chewing gum è una consuetudine per la grande maggioranza degli italiani (89,4% degli intervistati)

I risultati  della ricerca di  AstraRicerche

 

Newsfood.com, 30  settembre 2024, Chewing-gum Day

 

Testo di Michele Pizzillo

Chewing-gum, cicca, cingomma, cicles… in qualunque modo venga chiamato, il 30 settembre è celebrato con la festa Chewing Gum Day!
E’ una giornata speciale di celebrazione della gomma da masticare, che affonda le sue radici nelle tradizioni americane e che, dallo scorso anno, si festeggia anche in Italia grazie a Perfetti Van Melle. Cioè, l’azienda – allora era Perfetti, quella della gomma del ponte -, che per prima ha lanciato la produzione del chewing gum in Italia negli anni Cinquanta, mira a rendere il Chewing Gum Day un’occasione in cui condividere informazioni corrette sul prodotto e i suoi benefici all’interno di uno stile di vita sano, e celebrarlo raccontando tutte le curiosità sulla sua storia, l’evoluzione e la grande ricerca ed innovazione che lo contraddistinguono.

Il chewing gum è una consuetudine per la grande maggioranza degli italiani (89,4% degli intervistati)

Per questo Perfetti Van Melle, constatato che oggi in Italia oltre 9 milioni di famiglie acquistano chewing gum, nel giugno scorso ha coinvolto AstraRicerche per approfondire i nuovi usi e costumi in Italia, con risultati sorprendenti. E’ emerso, infatti, che il chewing gum è una consuetudine per la grande maggioranza degli italiani (89,4% degli intervistati) che dichiara di consumarlo: il 23,1% conferma di masticarlo tutti i giorni o quasi, e anche più volte al giorno! In media se ne mastica almeno uno al giorno, e per oltre un quarto d’ora (16,53 minuti): superano la soglia di una gomma da masticare al giorno gli uomini tra i 45 e i 54 anni e le donne tra i 34 e i 44 anni.

Il vero masticatore, inoltre, sa che il chewing gum si condivide: il 54,8% dichiara di offrirne uno agli altri, prima di prenderlo per sé.

Il confetto classico rimane il formato preferito, con il 34,7% delle preferenze. Segue il bubble gum, che raccoglie il 20,6% dei consensi, mentre i confetti ripieni sono scelti dal 15,3%. Chiudono la classifica le lastrine con l’11,2%, che sorprendentemente piacciono soprattutto ai maschi tra i 15 e i 24 anni (20%). La menta è il gusto più amato (44,8%), seguita dalla menta extra forte (42,6%) e dai gusti fruttati (31,6%). Questi ultimi sono i preferiti dai più giovani, mentre i meno giovani optano per la liquirizia.

Per quanto riguarda le caratteristiche più desiderate per il prodotto, il 48,4% è affascinato dal chewing gum come prodotto funzionale, da masticare come integratore (di vitamine, sali minerali, probiotici), ma anche per assumere farmaci. Si pone poi attenzione agli ingredienti e al packaging (45,3%) che deve essere sostenibile, ma anche alla compatibilità con un’alimentazione sana, senza zucchero e con pochi additivi. (43,7%).

Ci sono situazioni che suggeriscono il consumo di chewing gum, in particolare dopo i pasti, quando non è possibile lavarsi i denti (54,8%). Alla maggioranza degli intervistati (58,7%), è capitato poi di trovarsi davanti ad una persona con problemi di alito, e di rimpiangere che non avesse consumato prima un chewing gum; ma ha effetti positivi anche oltre il cavo orale: per molti è un momento di piacere (45,3%) e di relax (45,2%), ma anche un modo per caricarsi e darsi energia (17,4%).

Il 21,3% degli intervistati dichiara di masticare chewing gum quando è in fila, o per rilassarsi prima di una prova o di un incontro importante (19,1%). Un aspetto che contribuisce a fare del chewing gum un prodotto memorabile è quando si pensa ai ricordi del passato: per il 28,3% è il tempo trascorso con gli amici, un lungo viaggio in treno, in pullman, in aereo (24,5%) o in automobile (21,7%), le vacanze (20,2%). Ma non solo: ci ricorda anche l’attesa trepidante per una notizia importante, l’esito di un esame, di un progetto, di un lavoro (18,1%), le notti sui libri e le levatacce per lavorare (10,1%) e per un romantico 9,8%, il chewing gum è il ricordo del primo bacio.

Chewing gum e cinema

È un prodotto che nella nostra memoria è collegato anche al mondo del cinema, grazie al suo ruolo in molti film diventati iconici. Il 52,4% degli intervistati lo riconduce a Grease, dove il chewing gum è parte integrante del look dei personaggi, seguito da Pretty Woman (40,7%); con il 39,9% troviamo Top Gun, con la masticata provocatoria di Ice Man, e La Fabbrica di Cioccolato, con il chewing gum che sostituisce un pasto completo. Chiude la classifica l’indimenticabile Jessica di Viaggi di Nozze di Carlo Verdone (39,3%).
In concomitanza con lo sviluppo tecnologico, il chewing gum è stato oggetto di molteplici studi scientifici in tutto il mondo, che hanno confermato molti benefici legati alla sua masticazione. In particolare, il chewing gum senza zucchero è stato largamente studiato per il suo supporto all’igiene orale fuori casa, poiché aiuta a prevenire il rischio carie grazie allo xilitolo, dolcificante naturale di origine vegetale sostitutivo dello zucchero. È stato inoltre riscontrato il contributo positivo del chewing gum allo xilitolo anche in gravidanza: l’uso regolare di questo ingrediente da parte delle madri ha ridotto l’acquisizione di batteri cariogeni anche nei loro figli. Altri studi hanno confermato l’aiuto nel mantenere un alito fresco e il bianco naturale dei denti, grazie alla presenza di specifici principi attivi o ingredienti funzionali. Ma non solo: allena anche i muscoli masticatori, contribuendo a incrementare la forza muscolare in anziani e bambini. E’ un prodotto che ha un impatto positivo anche al di fuori del cavo orale: molti studi scientifici internazionali confermano che masticare chewing gum può essere utile anche per la nostra mente. Aiuta a mantenere alte le performance cognitive, agevolando la produttività durante una giornata di lavoro, contribuendo a una maggiore vigilanza e ad uno stato d’animo più positivo, limitando stati di ansia o stress. Nel contesto di un’attività sportiva leggera, aiutare a bruciare maggiore energia, e può contribuire a ridurre la sensazione di nausea da movimento spesso provocata dall’utilizzo del visore per la realtà virtuale.

 

Michele Pizzillo

 

 

Redazione Newsfood.com

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