2009: dalla Crisi nascerà un nuovo mondo

Il tormentone continua giorno su giorno: stillicidio di notizie di soppressione di posti di lavoro, economia stagnante o in netta recessione. Non solo in Italia ma in tutto il mondo, Cina e
Lettonia compresa. Ma da questa tragedia mondiale (che si inasprirà ancora) nascerà un nuovo mondo.

Saranno finiti per sempre i tempi dello spreco, del super-benessere, del super-lusso, delle super crociere, degli stupidi happy hour, dei ristoranti gestiti da chef-geni che sfornano piatti
impossibili e non da cuochi, dai supermen dell’economia o procacciatori finanziari, delle gite studentesche culturali fatte solo per evadere lo studio e divertirsi, dai writer che hanno deturpato
le nostre città, (le bombolette costano), dalle cretinerie dei ricchi o delle scemenze di borgata dei protagonisti del grande fratello ecc, ecc.

Avanzeranno i popoli poveri, quelli mangiano una sola volta al giorno (se mangiano), quelli che nel loro guardaroba hanno solo un mantello, quelli che lavorano la terra, e che al massimo hanno
un’aspirina per «guarire» il colera, quei popoli che tutti i paesi ricchi facevano finta di aiutare e inviavano loro solo qualche medicinale o cibo (scaduti). E le raccolte di fondi
per aiutarli andavano nelle tasche di chi li promuoveva, come ampiamente dimostrato.

Ritornerà di moda anche da noi il baratto, e Internet ci servirà per comunicare seriamente e non divertirci con i tanti facebook. E ritorneremo finalmente alla vecchia e cara
trattoria, senza salmone o sushi, ma con la buona pasta tirata con il matterello.

Attilio Scotti
attilioscotti@bluewin.ch

Il commento di NEWSFOOD.com

Prendiamo spunto da questa «allegoria ottimistica» per dire il nostro pensiero e sollecitare interventi da chi avrà la bontà di leggerci.

Cosa sta succedendo in questo nostro mondo? Anche noi, vorremmo credere alle favole e pensare che questa crisi ci farà diventare tutti più buoni.

L’esperienza dei nostri capelli bianchi ci lascia però un po’ titubanti, anche se ora il novello Obama Robin Hood vorrebbe ridistribuire le risorse in modo più equo: se il paese
più capitalista del mondo riuscirà a fare queste scelte, allora è davvero l’inizio di una nuova rivoluzione culturale che coinvolgerà tutto il pianeta. E ci sono anche
i mezzi per farlo: in tempo reale un messaggio arriva in ogni parte del mondo e, in pochi minuti, milioni di «Webnauti» – un esercito – possono far sentire la loro voce. E questo
popolo di comunicatori interattivi del web sarà sempre più incisivo e determinante per ogni tipo di scelta.

Non dimentichiamoci che Obama è stato eletto dal popolo del web e che a Sanremo 2009 hanno vinto gli SMS dei giovanissimi «amici» di Maria De Filippi.

Ma se è così, vuoi vedere che alle prossime Amministrative, salta fuori qualche Outsider che nel suo programma non parla di destra o di sinistra ma solo di Centro, dove al centro
degli interessi c’è veramente il cittadino del mondo, chiunque esso sia, ma di sani principi?

Oggi se non hai un minimo di cognizioni di informatica sei fuori da qualsiasi plancia di comando. Se non sai usare un computer, navigare nel web o usare la posta elettronica… sei fuori da
qualsiasi attività aziendale.

L’altro giorno, il mio nipotino Mathias di due anni e mezzo mi dice: «nonno, ma senza Google, come si fa?».

Ma allora se la crisi è mondiale non è vero che sia solo l’Italia ad essere indebitata a causa dei partiti e dei mal governi che si sono succeduti negli ultimi 60 anni.

Molti benpensanti ed altrettanti saccenti, esterofili, ci hanno sempre decantato i paesi esteri e la ricchezza delle loro economie. In testa il grande sogno americano.

Ora, di colpo, uno dopo l’altro saltano i coperchi. Ed i problemi più grossi sono proprio in quei paesi che «sarebbero» ritenuti più forti ed economicamente più
ricchi.

Anche l’aristocratica Gran Bretagna.

Cosa dobbiamo pensare?

Che, come è sempre stato dalla notte dei tempi… i poveri dovranno lavorare di più per pagare i debiti dei «ricchi»?

Forse è davvero giunto il momento di pensare ad una convivenza più civile e responsabile.

Non ci sono Nuovi Mondi da scoprire e quindi l’unica nostra salvezza, e quella dei nostri figli, è quella di ottimizzare le risorse, evitare gli sprechi e ridurre drasticamente i rifiuti
non riclabili. Cominciando da casa nostra, dal nostro quartiere, dal nostro posto di lavoro, dai nostri affetti più cari.

Ognuno di noi deve dare il suo contributo costruttivo, deve lavorare e pretendere rispetto ma rispettare i diritti di ogni altro essere vivente.

PS: eventuali commenti sono particolarmente graditi. A tutti verrà dato riscontro a mezzo email e alcuni saranno anche pubblicati su NEWSFOOD.com.

Newsfood.com Il Direttore

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