Zootecnia – Scordamaglia (Assocarni): “È l’ideologia il principale nemico della transizione ecologica”

Zootecnia – Scordamaglia (Assocarni): “È l’ideologia il principale nemico della transizione ecologica”

“È l’ideologia il principale nemico della transizione ecologica, di questa transizione verde alla base del PNRR e della futura PAC, strumenti fondamentali per il futuro su cui oggi non possiamo, anche come settore, sbagliare” Così Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni è intervenuto alla tavola rotonda La sostenibilità dei sistemi zootecnici italiani: traguardi raggiunti e obiettivi futuri organizzata oggi da ASSOCARNI e UNICEB. L’evento realizzato in vista dell’imminente Summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari (UN Food Systems Summit) e dei lavori preparatori che si terranno a Roma dal 26 al 28 luglio 2021, ha voluto porre l’attenzione sul modello di allevamento italiano fatto di equilibrio in termini di benessere animale, sostenibilità ambientale, economia circolare e presidio ambientale.

Alla tavola rotonda sono intervenuti tra gli altri Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, Gian Marco Centinaio, Sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo De Castro, Primo Vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale. Saluti introduttivi di Luigi Cremonini, Inalca S.p.A., e di Carlo Siciliani, Presidente di Uniceb.

“Il settore zootecnico – ha detto Scordamaglia – è uno dei settori maggiormente penalizzati da un approccio ideologico che non ha nulla a che fare con la realtà, con i numeri, con i dati di un comparto che opera nel nostro Paese con un modello fortemente distintivo e che oggi vogliamo rivendicare con orgoglio”. Il presidente di Assocarni poi ha sottolineato l’impatto economico della zootecnia italiana “A chi pensa sia la cenerentola economica ricordiamo che il nostro settore vale complessivamente 30 miliardi di euro , con più di 180 mila addetti, un settore capace di generare indotto come nessun altro”. Dati che risultano altrettanto significativi a livello europeo dove l’agroalimentare è il primo comparto e di questo ben il 40% pari a 170 miliardi di euro è rappresentato proprio dalla zootecnia con la cifra record di 4 milioni di famiglie impiegate.

Al centro della tavola rotonda la necessità di un dibattito informato sul settore. “Un settore che come nessun altro è oggetto di fake news che non tengono nessun conto della realtà dei dati scientifici” ha detto Scordamaglia che ha evidenziato come il consumo di carne rossa in Italia non solo sia in linea, ma addirittura al disotto delle raccomandazioni dell’OMS “Per quella bovina meno di 25 gr al giorno”. Su impatto ambientale e allevamento il presidente di Assocarni ha ricordato “Il nostro modello, secondo la FAO, per un Kg di carne prodotta emette 1/5 di Co2 rispetto a quello di Asia o America”. Sulla fake meat “Chiunque è libero di mangiare delle cellule indifferenziate prodotte in un brodo di crescita e antibiotici, per produrre la carne bovina consumata in Italia ci vorrebbero 470 piscine olimpioniche di questo brodo di crescita tra l’altro ottenuto da cellule bovine non certo vegetali – ha detto Scordamaglia – ma chiamarla con termini che richiamano la carne (hamburger, steak…) è una frode”. E proprio sugli antibiotici Scordamaglia ha ricordato come il settore stia facendo enormi passi avanti “solo trattamenti terapeutici con rigidi tempi sospensione e -42% negli ultimi anni”. E ancora sulla PAC “non possiamo smantellare produzione – ha detto il presidente di Assocarni – non dobbiamo frammentare chi è già piccolo, non possiamo pensare di ridurre il sostegno a chi produce, non possiamo pensare che i costi maggiori del benessere animale li possa sostenere solo il consumatore che nel concreto rischierebbe trovare sul mercato prodotti da paesi terzi realizzati senza gli stessi standard”. “La vera offensiva in atto al food system dell’ONU – ha aggiunto – è di chi vuole slegare la produzione alimentare dalla terra, togliendo lavoro a 4 milioni di famiglie, non si può fare la transizione verde contro la produzione naturale”. E ha concluso Scordamaglia “Siamo orgogliosi di dove siamo ma consapevoli e decisi a fare sempre di più soprattutto su aspetti fondamentali come il benessere animale e l’impatto ambientale. Abbiamo progetti cantierabili per il PNRR ed è per questo che vogliamo usare le risorse”.

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