Visita agli impianti consortili di trattamento rifiuti di Tortona e Novi Ligure

By Redazione

Alessandria – Nella mattinata di ieri, lunedì 3 marzo, una delegazione della Provincia di Alessandria, con l’assessore all’Ambiente, Renzo Penna, e il dirigente Claudio
Coffano, ha visitato gli impianti di gestione dei rifiuti solidi urbani del Consorzio Rifiuti Novese-Tortonese-Ovadese-Acquese, situati a Tortona e a Novi Ligure.

La visita ha riguardato sia gli impianti di trattamento e di recupero dei materiali che gli impianti di smaltimento e le discariche consortili.

Il Consorzio in questione, di cui è presidente Oreste Soro, è quello più esteso e composto dal maggior numero di Comuni (115 per 210.000 abitanti) tra i tre operanti sul
territorio provinciale: per questi motivi, la riorganizzazione della gestione dei servizi di raccolta, avviata nei mesi scorsi, si è rivelata particolarmente complessa ed ha portato ad
una prima riorganizzazione dei gestori. Oggi sul territorio di competenza sono rimaste quattro aziende (Acos Ambiente, Asmt, Econet e 5 Valli).
Tale Consorzio di Bacino è anche quello che, nella fase di avvio del processo di riorganizzazione, è partito con la percentuale più bassa di raccolta differenziata:
l’evoluzione di tale dato sarà quindi fondamentale ai fini del raggiungimento degli obiettivi provinciali, che puntano a raccogliere in maniera differenziata i 2/3 dei rifiuti totali,
incrementando sensibilmente i materiali avviati al recupero e riducendo allo stesso modo i conferimenti in discarica.
«Dal confronto con i responsabili degli impianti consortili – sottolinea l’assessore Penna – è emerso che si inizia a notare l’effetto dell’avvio in molti Comuni della raccolta
domiciliare. Questo avviene per il rifiuto indifferenziato, che viene trattato e poi conferito in discarica, del quale si registra una riduzione dei quantitativi, anche se permane una notevole
presenza di materiali di plastica. Materiali che i cittadini devono separare per consentirne l’effettivo recupero. Ma il cambiamento si percepisce, soprattutto, sui materiali raccolti in
maniera differenziata, sia perché migliora la loro qualità, sia perché inizia a ridursi il quantitativo che finisce in discarica».
Dalla visita è emerso chiaramente che se i rifiuti sono correttamente separati a monte, il Consorzio dispone di impianti e attrezzature adatte per un ottimale recupero dei materiali e
per la loro immissione nella filiera del riciclo e del riutilizzo, con una notevole riduzione del loro grado di impurità.
In particolare, a Tortona è presente un macchinario che consente la separazione e la selezione di imballaggi in plastica, alluminio e acciaio, mentre a Novi è presente l’impianto
di selezione e di avvio al recupero della carta e del cartone, che, tuttavia, richiede ancora un intervento manuale degli operatori per elevarne ulteriormente la qualità.
Sempre a Novi, un rilevante spazio è dedicato all’isola ecologica per il conferimento dei differenti materiali e degli ingombranti, mentre si sta predisponendo l’entrata in funzione di
un’area dedicata allo stoccaggio dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (frigoriferi, televisori, personal computer).

Per quanto riguarda, invece, l’organico ottenuto dalla raccolta domiciliare, di una qualità molto più elevata rispetto al passato, esso viene inviato presso l’impianto di
compostaggio di Castelceriolo, che già tratta l’organico della raccolta «porta a porta» praticata nei comuni del Consorzio Alessandrino.

Considerando, infine, la parte rimanente dello smaltimento, è emerso che le due discariche Consortili sono gestite in maniera efficiente, operano in condizioni di sicurezza, non
provocano problemi di odori e sono entrambe dotate di impianti per il recupero del biogas e la produzione di energia elettrica. Per entrambe le discariche è, inoltre, stato avviato
l’iter per il loro adeguamento ed ampliamento, anche se, in considerazione di un progressivo e costante incremento delle percentuali di raccolta differenziata, il loro ruolo dovrà in
prospettiva diventare residuale all’interno del ciclo di gestione dei rifiuti.
«Confermando l’indirizzo e la positività del lavoro intrapreso dai Consorzi di bacino – spiega il presidente della Provincia, Paolo Filippi – emerge chiaramente che la
modalità migliore per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata, sia in termini di quantità che di qualità, è quella che prevede la presenza dei
contenitori delle diverse tipologie di materiale all’interno di ogni domicilio, anche se ciò richiede inizialmente un maggiore sforzo in termini organizzativi e di risorse umane ed
economiche».

«Da questa visita – nota l’assessore provinciale, Renzo Penna – è possibile trarre due considerazioni fondamentali. La prima porta ad una forte sollecitazione nei confronti dei
cittadini, affinché s’impegnino a separare i differenti materiali e li conferiscano correttamente, per consentire l’avvio al recupero di una quota sempre maggiore di rifiuti. La seconda
riguarda, invece, l’organizzazione delle modalità di raccolta di responsabilità delle aziende: come si sta dimostrando con la raccolta domiciliare dell’organico, la raccolta
differenziata cresce sensibilmente attraverso un miglioramento organizzativo delle modalità del servizio ed una maggiore e più completa disponibilità di contenitori per le
diverse tipologie di materiali che è possibile raccogliere separatamente (carta, vetro, plastica, alluminio, banda stagnata, organico)».

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