Violenza sulle donne

By Redazione

Torino – «In vista dell’8 marzo, un grande segnale di attenzione del Piemonte verso le donne che subiscono violenza, che da oggi avranno la possibilità di essere
più tutelate» è questo il commento della vicepresidente del Consiglio regionale, Mariangela Cotto (Forza Italia), a seguito dell’approvazione, oggi a palazzo Lascaris, della
legge di cui è stata correlatrice, che istituisce un fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza.

La norma stanzia un milione di euro per garantire il patrocinio legale a chi denuncia violenza e maltrattamenti.

«Una donna su tre – spiega Cotto – almeno una volta nella vita ha subito una violenza. Di fronte a dati così allarmanti la Regione non poteva restare immobile, ma doveva attivare
misure di sostegno concrete, anche per contrastare l’allarmante aumento dei casi di violenza, registrati negli ultimi anni». Cotto ricorda che già nel 2007 la Regione aveva
affrontato il problema, attraverso lo stanziamento, grazie a un emendamento al bilancio 2007 presentato dal Gruppo di Forza Italia, di 250mila euro per garantire alle vittime un sostegno per le
spese legali.

«La legge approvata oggi – aggiunge la vicepresidente – nasce proprio da quel presupposto e rende definitivo l’intervento delle istituzioni. Si costituisce infatti un fondo da utilizzare
per coprire integralmente le spese di assistenza giudiziaria. In questo modo si può trasmettere un grande segnale di attenzione, aiutando le vittime di abusi a denunciare violenze che,
spesso, rimangono solo tra le mura di casa».
Secondo i dati, infatti, oltre il 90% delle violenze non viene denunciato, e nel 70% dei casi i responsabili sono i partner.

«Si tratta di cifre assurde e molto preoccupanti – conclude Cotto – perché fanno riflettere anche sulla scarsa fiducia da parte delle donne nella possibilità di ricevere un
aiuto. Nella consapevolezza che è ancora molto il lavoro da svolgere, anche dal punto di vista culturale, oggi le vittime di abusi possono trovare il coraggio di denunciare le violenze,
senza dover subire anche la doppia umiliazione di dover affrontare ingenti spese».

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