Vino. Italian food?

Roma – E’ iniziato a Parma Cibus 2008, il Salone internazionale dell’alimentazione, l’Italian Food insomma, il momento non e’ del tutto propizio: aumentano i prezzi dei generi
alimentari e di conseguenza diminuiscono i consumi e il sistema agroalimentare italiano e’ messo sotto accusa, in particolare per la qualità dei prodotti di eccellenza (mozzarella di
bufala, Brunello, olio extra vergine).

Vogliamo porre la nostra attenzione, in particolar modo, sul vino. Nel 2007 e’ cresciuta l’esportazione ma anche l’importazione del vino: 1.723.667 litri, cioè il 17,4% in più,
per una valore di 345 milioni di euro, il che significa il 20% in più rispetto al 2006. Il prezzo medio di vini e spumanti e’ di 2 euro al litro che si traduce in un aumento medio al
dettaglio del 400% per la gioia dei consumatori.

Da rilevare che importiamo dagli Usa (prevalentemente California) qualcosa come 623.713 litri di vino, quasi totalmente sfuso, il che significa il 36% del totale delle importazioni di vino
dall’estero. Insomma, fino a qualche decennio fa la California era nota per gli stabilimenti cinematografici, oggi produce ed esporta il vino nel Paese, per antonomasia, culla del vino (ci
perdonino i francesi). Che ci fa il vino sfuso americano in Italia? L’abbiamo chiesto pubblicamente al modo dell’industria del vino (1): si imbottiglia, si fa aceto o finisce nelle bottiglie di
vino italiano? Attendiamo ancora una risposta, sperando che non scoppi l’ennesimo scandalo.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

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