Vino: il tappo sintetico è pronto al mercato di lusso

Vino: il tappo sintetico è pronto al mercato di lusso

Il tappo sintetico parte alla conquista del mercato del vino di lusso, con una preferenza per il made in Italy.

A riassumere la situazione, conquiste ed obiettivi, è Roberto Casini, presidente del gruppo tappi della Federazione gomma plastica e fondatore di Microcell.

Come ricorda Casini, il tappo sintetico fa il suo debutto negli Anni ’80: la diffidenza è tanta, legata al materiale rigido, non adatto all’imbottigliamento, ed alla psicologia, che lega
il vino solo al tappo di sughero.

Poi, gli anni passano: il pubblico incontra tappi di sughero di cattiva qualità (il famoso sapore di tappo) e la tecnologia migliora. Inoltre, aumenta la coscienza ecologica, che riduce
la possibilità di sfruttamento di alcune querce, con il pubblico più disposto ad accettare chiusure alternative.

Oggi, le statistiche parlano di 400 milioni di tappi, un quarto dei quali dagli stabilimenti di Microcell. E dai suoi laboratori viene la sfida più ambiziosa: passare dai vini di buona
qualità (beva di 8-10 mesi) ai primi della classe (beva di 4-5 anni). Grande barriera, la normativa, che impedisce l’uso di chiusure sintetiche DOC e DOCG: risultato, il tappo sintetico
perde “Una fetta di mercato importante”. Microcell ed i suoi ricercatori stanno cercare di aprirsi in un varco, collaborando con i produttori di Chianti e Soave: due vini DOCG, oggetto di una
sperimentazione. E se il compito è duro, la determinazione dei produttori di tappo sintetico non è da meno.

Matteo Clerici

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