Vino: i dittatori sulla bottiglia, Lunardelli nel mirino del Simon Wiesenthal Center

Vino: i dittatori sulla bottiglia, Lunardelli nel mirino del Simon Wiesenthal Center

Il vino di Lunardelli nell’occhio del ciclone. Tutto nasce dalla volontà dell’azienda di produrre vini con l’etichetta dedicata a personaggi storici, tra cui alcuni dei peggiori
dittatori del XX° secolo.

E non tutti approvano: ultimo caso, quello di due turisti colpiti
negativamente da una bottiglia con l’immagine di Adolf Hitler. La notizia è poi arrivata oltreoceano: come scrive il New York Times, l’azienda è entrata nel mirino del Simon
Wiesenthal Center.

La loro critica rimette al primo posto la diatriba tra possibilità commerciali e conseguenze etiche.

Secondo Lunardelli, i vini storici non hanno finalità politiche. Come spiega l’azienda, di fianco alle bottiglie dedicate a personaggi di destra, come Hitler, Mussolini ed Eva Brown, ci
sono quelle dedicate alla parte opposta, con etichette per Stalin, Gramsci e Broz “Tito”. Da non trascurare poi le bottiglie “culturali”, con quadri come le ninfee di Monet, La Gioconda e
l’urlo di Munch.

In sintesi, conclude Lunardelli, i vini storici sono “Uno scherzo”, senza nessuna finalità apologetica, ma anzi col desiderio di tenere viva la memoria storica: ” Abbiamo cominciato
questa collezione storica per gioco, dopo una richiesta di un cliente e ora ne vendiamo parecchie”.

Ma per il Centro Wisenthal non sono giustificazioni sufficienti. In base ai suoi dati, i vini che hanno più successo sono le bottiglie dedicate all’ultradestra, considerate una sorta di
trofeo o reliquia per estremisti razzisti od antisemiti. Perciò, conclude il Centro, qualunque sostegno a questi personaggi, anche in buona fede, non può essere tollerato.

Matteo Clerici

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