Vino: contro i criminali inquinatori la Cia si costituirà parte civile

Contro i criminali inquinatori la Cia-Confederazione italiana agricoltori si costituirà parte civile, anche nella vicenda del vino adulterato bisogna usare il pugno pesante: «Nei
confronti di questi farabutti -afferma il presidente nazionale Giuseppe Politi- ci deve essere ‘tolleranza zero’.

Occorre passare ai fatti concreti e contrastare con la massima severità i responsabili di questi atti che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura. Serve un segnale realmente forte per
debellare l’azione di pochi delinquenti che generano emergenze che alimentano psicosi tra i consumatori e hanno conseguenze devastanti sui produttori e sull’immagine stessa del ‘made in Italy’
agroalimentare».

«Ed è per questo motivo che -avverte Politi- la Cia è pronta a promuovere le procedure necessarie per costituirsi parte civile nel percorso giudiziario che si avvierà
dopo il nuovo scandalo che in questi giorni ha riguardato il vino, con gravi riflessi per gli interessi di tutti i produttori onesti, che rappresentano la stragrande maggioranza del settore. Il
comportamento di pochi delinquenti non può infangare l’intero settore vitivicolo che garantisce qualità e salubrità ed ha ottenuto risultati eccezionali in tutto il
mondo».

«Non è possibile -sottolinea il presidente della Cia- che l’agricoltura paghi a carissimo prezzo emergenze nate da allarmismi ingiustificati e speculazioni o per colpa di singoli e
circoscritti episodi criminosi che, comunque, vanno perseguiti con rigore e severità».
«Basti ricordare -rincara Politi- che le ultime tre emergenze, Bse, aviaria e mozzarella di bufala, sono costate più di tre miliardi di euro all’agricoltura e all’intera filiera
agroalimentare. Emergenze, peraltro, gonfiate da assurde campagne mediatiche che hanno creato soltanto psicosi tra i cittadini, provocando il crollo verticale dei consumi. Abbiamo, purtroppo,
assistito ad un vero disastro che ha avuto effetti drammatici per migliaia di imprenditori agricoli e commerciali. E tutto ciò poteva benissimo essere evitato solo se ci fosse stata
più chiarezza nell’informazione e maggiore responsabilità da parte di tutti».

«La vicenda del vino è, quindi, l’ultimo anello -dichiara il presidente della Cia- di una serie di emergenze alimentari frutto di notizie allarmistiche prive di qualsiasi
fondamento. Una cosa è, infatti, certa: in Italia i casi di aviaria riscontrati sono stati pressoché nulli, mentre per la Bse è stata messa in piedi una macchina tra
controlli, verifiche e interventi che ha da subito sgombrato il campo da eventuali contaminazioni. Analogamente per la mozzarella di bufala: pochi giorni di allarmismi e di speculazioni hanno
dato origine ad una situazione drammatica per gli allevamenti, per i caseifici, per tutta la catena commerciale».

Dunque, emergenze alimentari -ricorda la Cia- che non sono state affatto provocate dalla nostra agricoltura o dal comportamento dei produttori. Vengono, al contrario, al di fuori del mondo
agricolo, ma si sono abbattute con una violenza inaudita sull’apparato produttivo-commerciale e aperto una «ferita» che rimarginarsi occorrerà molto tempo. Speriamo che la
vicenda del vino, anche dopo le rassicurazioni dell’Ue e delle nostre istituzioni, si concluda senza ulteriori strascichi.

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