“Vent’anni a tavola con il Folengo”: Appuntamento per la presentazione di “A tavola con Merlin Cocai”

“Vent’anni a tavola con il Folengo”: Appuntamento per la presentazione di “A tavola con Merlin Cocai”

Compie vent’anni, ma non li dimostra. Un ricco e nutrito programma ha allietato la serata di Lunedì 6 settembre, in occasione della presentazione della XX Rassegna “A tavola con Merlin
Cocai”, tenutasi a Campese, a pochi chilometri da Bassano del Grappa (Vicenza) .

Qui infatti, oltre alla visita della Chiesa della santa Croce, gli ospiti hanno potuto visitare il sepolcro del Folengo, alias Merlin Cocai, in onore del quale è stata posta una corona
d’alloro, a cura del Prof. Giorgio Bernardi Perini, Fondatore e Presidente Emerito dell’Associazione.

Di seguito il menù, che per l’occasione ho volutamente lasciato in originale come presentato ai commensali.

Prosecco

Formaggio del Grappa
Trotine della Brenta, fritte
Verdure in gelatine di diversi colori
Frittelle di cipolle nostrali bassanesi
Torta de faxolli di Anon. Veneto sec. XIII

Bianco di Lugana Cà dei Frati

“segueno poi le tre folenghe over foliche son dette,
le quali sono antiquissima insegna di casa nostra in Mantoa”
Coquinarium Chaos in pasticcio
ossia
Folica artefatta con visciole e prugne
Pastinache fritte
Agliata bianca

Casoncelli alla bresciana

Macaroni al latte dal Monte di Cuccagna

Refosco del Bosco del Merlo

Porco in caldaia col griffo
Fagioli mama stufati
Insalata di capperi e mentuccia

Vina et dulcamina varia

Moscato, Soandre, Prosecco
Calissoni, Testa di monaco, Biancomangiare, Zucca
Potatio “Merlino” Festosa agape merliniana
per il XX anniversario della rassegna
di cultura enogastronomica rinascimentale
A tavola con Merlin Cocai

Poi, come da tradizione, è iniziata la cena, allestita nel chiostro da tutti i Magisteri in Arte Legatoria del Macaronicorum Collegium, con i loro scolari. Menù ricco e gustoso,
con incursioni nella cucina rinascimentale e varie pietanze assolutamente inedite, come da miglior tradizione folenghiana. Vivace il pubblico presente che ha mostrato di gradire particolarmente
le pietanze preparate con maestria e originalità.

Di origini mantovane (1497) fu chiamato Girolamo, ma scelse il nome di Teofilo (colui che ama Dio) quando prese i voti. La sua proverbiale conoscenza dei classici, unita alla volontà di
scrivere ed intrattenere i suoi lettori più con dissertazioni dedicate ai piaceri della tavola, che non alle dispute filosofiche, lo rendono ben presto assai noto alle cronache del
tempo. Della sua produzione è nota l’opera i Paganini, le Macaronee, il Chaos del Triperuno. Giunto verso la metà del 1543 proprio a Campese, visse in assoluta tranquillità
gli ultimi anni, fino alla morte avvenuta nel dicembre del 1544 e qui si trova la sua tomba.

Qui, grazie all’instancabile opera di Otello Fabris e dei suoi collaboratori, è sorto il “Centro studi di Documentazione folenghiana” e parallelamente si è sviluppata un nutrito
numero di amici e simpatizzanti dell’Associazione Amici di Merlin Cocai, per la diffusione e lo studio delle cose folenghiane.

Dopo la cena, gli ospiti sono stati intrattenuti da un intermezzo musicale, dalla lettura di testi del Folengo a cura di Pino Costalunga, dalle interviste ai cuochi e “variationes macaronicae”
a cura di Antonio Stefani. In chiusura sono stati serviti gli Gnocchi dal Monte dei Macaoni, un buffet di formaggi e dolci rinascimentali, accompagnati da vini di Bosco del Merlo, Beato
Bartolomeo da Breganze, Toni Tomasi.

Un impedibile appuntamento enogastronomico di assoluta eccellenza.

Cinzia Dal Brolo
Redazione Newsfood.com+WebTv

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