Veneto: L’8 marzo riparte la stagione della Pesca
6 Marzo 2009
Domenica 8 marzo inizia la stagione della pesca 2009. L’ufficio provinciale è aperto anche sabato 7 marzo per permettere al pubblico di ritirare le licenze e i tesserini di pesca. La
Provincia di Treviso, come di consueto, ha predisposto un piano semine per ripopolare le acque salmonicole.
Le acque della provincia di Treviso ai fini della pesca sono suddivise in zone. Mentre la zona B denominata “ciprinicola” è aperta tutto l’anno, la zona A “salmonicola” apre domenica
fino all’ultimo lunedì di settembre, per permettere la riproduzione delle specie che popolano queste acque. Mille e duecento chilometri di corsi d’acqua a gestione provinciale, dei quali
250 in concessione alle 14 concessionarie di pesca, 60 associazioni attive, per un totale di circa 20 mila pescatori: questi i numeri della pesca sportiva e dilettantistica in provincia di
Treviso. In passato la pesca nelle acque interne provinciali era un’attività praticata soprattutto nei due maggiori corsi d’acqua, il Sile e il Piave, prevalentemente per il sostegno
alimentare. Oggi, la pesca riguarda soprattutto il mondo degli appassionati che amano nel tempo libero dedicarsi ad un’attività sana, all’aria aperta.
L’Amministrazione provinciale anche quest’anno ha provveduto a ripopolare i corsi d’acqua. Sono già iniziate le prime semine di salmonidi, nei corsi d’acqua secondari e nel Sile, le
quali continueranno durante tutto l’anno e vedranno oltre 500 quintali di pronto pesca. A ottobre inoltre, sono stati ripopolati tutti i corsi d’acqua con numerosi avannotti di soggetti
differenti, oltre 300.000 quelli rilasciati nel 2008. Quest’anno inoltre è previsto un progetto di ripopolamento del luccio in zone di acque libere non di fascia A e continuerà
anche il progetto per la reintroduzione dello Storione Cobice. Nelle acque interne provinciali la popolazione ittica è rappresentata da 41 specie.
“Ricordo che la legge prevede, per la pesca in zona A, un tesserino di 10 euro per il residenti, mentre i pescatori non residenti versano un contributo annuale di 40 euro, voluto da questa
Amministrazione per realizzare una perequazione rispetto alle altre regioni. Il tutto ci ha permesso di raccogliere 72.000 euro (dei quali 13.500 coi proventi dei non residenti) che abbiamo
investito completamente nei ripopolamenti di pronto pesca – spiega il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – A questi, aggiungiamo 188.000 euro che la Regione ci versa e con i
quali ripopoliamo fiumi, realizziamo al carta ittica – una sorta di PTCP delle acque – e soprattutto svolgiamo tramite ditta apposita il controllo della qualità delle acque. Ricordo poi
che da quest’anno, grazie alla proposta del consigliere regionale Da Re, è stata prevsita una semplificazione burocratica per ottenere la licenza di pesca: basterà infatti
presentare la ricevuta di versamento della tassa di concessione, meno costi e burocrazia per tutti. Continua dunque l’impegno della Provincia nella tutela della fauna ittica e nel ripopolamento
dei fiumi in vista della stagione della pesca”.
“Il Consiglio Regionale del Veneto ha previsto una semplificazione amministrativa, eliminando l’iter per il rilascio della licenza di pesca per i pescatori dilettanti sportivi – spiega
l’assessore provinciale alla Pesca, Mirco Lorenzon -Ilnuovo testo della L.R. 19/98 prevede che la licenza di pesca dilettantistica sia costituita dalla ricevuta di versamento della tassa di
concessione regionale, che dovrà essere esibita unitamente a un documento d’identità valido. Quindi zero perdite di tempo e meno costi, visto che il pescatore non dovrà
più pagare i bolli previsti in precedenza. Per quanto riguarda il tesserino di zona A, ricordo che non è necessario per i pescatori residenti che pescano nella zona B e per i
minori di 14 e i maggior di 70 anni. Penso infine che questo sia un anno particolarmente fortunato per la pesca, perché le abbonanti piogge hanno garantito notevole afflusso d’acqua dei
nostri fiumi e le abbondanti nevicate dovrebbero assicurarla anche per il resto della stagione, penso soprattutto anche al Piave”.
Diverse sono le iniziative proposte dalla Provincia nel campo della pesca. Dalle elementari alle superiori gli studenti vengono coinvolti in lezioni teoriche in aula per l’approfondimento di
tematiche sull’ecosistema fluviale: il fiume, la biologia degli animali e dei vegetali che ospita, la gestione della fauna ittica, la pesca e la loro conservazione. Nel 2003 è stato
avviato, infatti, il progetto “A scuola di Fauna”, destinato alle scolaresche della provincia per aiutare ad accrescere la consapevolezza del valore della fauna omeoterma, ittica e del suo
habitat. Nel 2008 oltre 650 ragazzi hanno partecipato a lezioni di fauna ittica. Sempre nel 2008, è continuato il monitoraggio degli storioni dotati di microchip e a breve saranno
pubblicati i risultati del progetto. Inoltre, sta partendo il progetto “A scuola di pesca” per avvicinare i ragazzi delle elementari ai nostri fiumi, ai nostri pesci, alla pesca.
Ducentocinquanta sono infine le guardie ittiche volontarie che quotidianamente supportano la vigilanza provinciale nel controllo dell’attività di pesca nel corso della stagione.




