Vecchioni a Fieragricola: «intervenire sulle leve della competitività»

Verona – «Un vero e proprio piano per la competitività, una ‘Strategia di Lisbona’ per l’agricoltura, che preveda strumenti reali per la crescita dell’impresa su
tutti i temi evidenziati dal rapporto: dalle opportunità di mercato, alla dimensione economica delle imprese, all’internazionalizzazione».

È quanto ha chiesto il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, concludendo la presentazione dell’XI Rapporto Nomisma sull’agricoltura italiana, oggi a Fieragricola.

«Senza trascurare – ha aggiunto – alcuni nodi storici irrisolti, come la necessità di una politica dell’innovazione in agricoltura e l’esigenza di una vera sburocratizzazione degli
adempimenti a carico delle imprese».

Confagricoltura attende i risultati definitivi del Rapporto, che ci diranno anche il posizionamento italiano rispetto ai principali Paesi concorrenti per alcune filiere produttive (vino, latte,
ortofrutta).

«Ma iniziamo intanto a lavorare assieme – ha detto il presidente Vecchioni – per migliorare le condizioni di competitività del nostro sistema agricolo: a livello internazionale, a
Bruxelles e con i provvedimenti nazionali». La strada indicata da questi primi risultati del Rapporto sull’Agricoltura è molto chiara.

Ci avviciniamo ad una nuova legislatura e ad una nuova stagione di Governo. «Le imprese faranno, come sempre, la loro parte – ha continuato il presidente -. Ma servono scelte politiche a
tutto campo, che tengano conto della situazione complessiva e della necessità di intervenire davvero per il ‘sistema Italia’ agricolo. Riportando l’agricoltura al centro dell’agenda
politica del Paese. Sono in gioco, non occorre mai dimenticarlo, il 15% circa del Pil del Paese e milioni di operatori e di occupati».

Confagricoltura conosce gli aspetti e le criticità del sistema agricolo italiano evidenziate dalla ricerca Nomisma. Ed è già da tempo intervenuta su queste leve della
competitività.

In primo luogo sul mercato. Promuovendo, l’organizzazione economica, la certificazione e la qualificazione del prodotto dei propri associati; ma anche incentivando i rapporti con la grande
distribuzione organizzata, in Italia ed all’estero, e favorendo l’internazionalizzazione delle imprese.

Poi sulla burocrazia che grava sulle imprese. «Abbiamo calcolato – ha detto il presidente Vecchioni – che sono oltre cento le giornate che un’impresa di medie dimensioni deve dedicare
ogni anno agli adempimenti burocratici ed amministrativi imposti da varie normative. Decisamente troppo. Su questo versante abbiamo già formulato alcune proposte di semplificazione che,
se adottate, allenterebbero il carico sulle imprese».

Sul fronte della manodopera, Confagricoltura ricorda i concreti passi in avanti di questi ultimi mesi, anche sulla scorta della propria azione, a partire dalla firma del protocollo sul welfare
incorporato nella ultima finanziaria 2008. «Ma occorre proseguire su questa strada – ha detto il presidente – coniugando riduzione dei costi e semplificazione amministrativa».

Occorre, infine, a parere dell’Organizzazione agricola, garantire alle aziende i mezzi tecnici adeguati ad un’agricoltura moderna e di qualità e servizi creditizi e assicurativi
specifici; in maniera da andare incontro alle esigenze delle imprese agricole, con strumenti innovativi e dal giusto rapporto costi/benefici.

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