Vale per tutte le pensioni il tetto dei 40 anni di contributi

By Redazione

In occasione della liquidazione della pensione, il limite massimo di 40 anni di anzianita’ contributiva
non puo’ essere superato, neanche in caso di contribuzione versata in diverse gestioni. Lo ha affermato la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di un lavoratore il quale,
avendo lavorato sia come dipendente sia come autonomo, chiedeva che l’INPS gli liquidasse la pensione sulla base del totale dei contributi versati nelle varie gestioni, che
complessivamente superavano i 40 anni. Secondo il lavoratore infatti il tetto contributivo di 40 anni e’ previsto solo ai fini della liquidazione delle pensioni nelle singole gestioni
ma non opera quando vengono cumulati i contributi di piu’ gestioni. Secondo la Cassazione invece, anche se non espressamente previsti da nessuna norma, vi sono elementi di carattere
sistematico che non consentono di accettare tale ipotesi. Infatti le varie gestioni (dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi) esistenti presso l’INPS sono caratterizzate da
regole di base uniformi e in tutte le gestioni il tetto degli anni di contribuzione rappresenta il limite dei benefici che il lavoratore puo’ ottenere con il sistema retributivo di
calcolo delle pensioni. Non vi sono quindi ragioni perche’ il tetto dovrebbe operare solo quando la pensione viene liquidata in base ai contributi di un’unica gestione e non anche
quando il calcolo sia effettuato cumulando i contributi di diverse gestioni. Se si accedesse a questa soluzione, si verrebbe a determinare una ingiustificata disparita’ di trattamento
tra un lavoratore che puo’ far valere piu’ di 40 anni di contributi cumulati tra le varie gestioni ed un lavoratore che ne ha analogamente piu’ di 40 ma solo in un’unica
gestione.

 

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