Val di Fassa: Cinque prodotti da non perdere durante la settimana enogastronomica

Val di Fassa: Cinque prodotti da non perdere durante la settimana enogastronomica

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Un territorio riconosciuto come patrimonio dell’Unesco, situato a nord del Trentino e abbracciato da alcuni dei più bei gruppi montuosi delle Dolomiti : questa è la Val di Fassa. Oltre alla possibilità di godere delle bellezze paesaggistiche, un soggiorno in questa zona offre anche l’occasione di scoprire sapori genuini appartenenti alla tradizione montana di piatti poveri, oggi rielaborati e presentati in chiave raffinata dai migliori chef locali.

In sintesi, questo è il fulcro della rassegna “Sapori d’Autunno” che dal 13 al 20 settembre coinvolgerà quattro ristoranti (tre a Moena e uno nella località di Fuciada), i cui patron, ispirati dalla filosofia Slow Food, proporranno ogni sera un itinerario gastronomico facendo conoscere ed apprezzare ai propri ospiti l’autentica cucina ladina.

Per chi vuole partecipare alla settimana enogastronomica, oppure visitare malghe e agriturismi fra escursioni e degustazioni, ecco cinque protagonisti della storia culinaria fassana assolutamente da non perdere.

Formaggi: Cher de Fasha (Cuore di Fassa)

Il formaggio a pasta morbida più elogiato della Val di Fassa è in realtà il Puzzone di Moena, con una crosta dall’aroma inconfondibile, che si è guadagnato il Presidio Slow Food nella versione Malga, riconoscibile attraverso una M apposta sulla confezione. Motivo di pregio è la mungitura del latte che avviene rigorosamente fra i 1700 e i 2000 metri di quota. Meno conosciuto, ma ugualmente interessante è lo Cher de Fasha, prodotto nel Caseificio Sociale della Val di Fassa che attualmente ha sede a Pera. Questo formaggio a pasta semidura e crosta lavata ha un sapore intenso e un aroma notevole, a causa del processo di fermentazione ottenuto con il trattamento della crosta stessa. Viene realizzato con pochissimi ingredienti (latte crudo, caglio e sale) e, naturalmente, non contiene conservanti. La stagionatura dura dai due agli otto mesi. Si consiglia la versione Malga che, rispetto a quella fresca e a quella stagionata, può vantare un caratteristico odore di erba e fiori da pascolo.

Carni e salumi: Speck Alto Adige IGP

Lo speck è il salume più famoso della Val di Fassa assieme al “cacciatore” di cervo e al prosciutto di capriolo. Lo si può acquistare con la dicitura Speck Alto Adige IGP, che garantisce la stagionatura per ventidue settimane. La lavorazione di questo prosciutto crudo trattato con una lieve affumicatura è frutto di una tradizione tramandata attraverso le generazioni, che ha persino ottenuto il riconoscimento dell’Unione Europea (ad esempio, la normativa prevede che la quantità di sale nel prodotto finito non superi il 5%). Gli abbinamenti migliori si hanno gustando lo speck assieme al pane di segale o ad altri prodotti da forno fassani come il Brezel. Esaltano il sapore corposo dell’affumicatura anche le verdure grigliate e i cetriolini in agrodolce .

Prodotti da Forno: pane di segale

La segale è un cereale da sempre coltivato in Trentino nelle zone d’alta quota perché molto resistente al clima rigido della montagna, a differenza del frumento e dell’orzo che non crescono sopra i 1500 metri. Fra gli alimenti tipici della cucina povera fassana ha sempre occupato un posto di rilievo il pane di segale, che si ricava dall’omonima farina. Le sue proprietà sono state messe in evidenza da molte ricerche: è ricco di proteine ad alto valore biologico, fibre, sali minerali e vitamine. Se gradite il pane secco l’ideale è rifornirsi di Schuttelbrot, una schiacciata di segale dalla forma tonda e la consistenza croccante; accompagnato da salumi o semplicemente gustato come spuntino spezzafame, colpisce il palato con il sapore deciso delle spezie che lo arricchiscono (anice o finocchio). Le Puces, invece, sono più indicate per chi ama il pane morbido (le preferiscono i bambini), in quanto realizzate per metà con farina di segale e per metà con quella di frumento.

Vini: Cembrani Doc

La Valle di Cembra si trova nelle vicinanze della Val di Fassa e della Val di Fiemme. I suoi vini sono estremamente rinomati perché proprio in questo territorio è nata nel IV secolo a.C. quella che oggi è considerata la più antica coltivazione di vite nel Trentino.

Il Cembrani Rosso è frutto della splendida combinazione fra un vino rosso chiaro particolarmente fruttato, la Schiava, e il Lagrein, un rosato che ha il profumo di viole e more. Anche il Cembrani Bianco nasce dal fortunato incontro fra due colture: l’una è il Riesling Renano, che a causa della collocazione in alta quota regala componenti aromatiche al vino, mentre l’altra è costituita da un classico vitigno che matura al sole della Val di Cembra.

Dolci: strudel con la pasta frolla

Lo strudel è un dolce molto diffuso nel nord Italia e in Austria. Pochi sanno che ha origini mediorientali: nacque a Bisanzio con il nome di baklava per poi essere accolto nella tradizione della pasticceria turca e ungherese; infine, grazie al dominio dell’impero austro-ungarico, comparve nelle Tre Venezie dopo il Congresso di Vienna del 1815.

La farcitura è generalmente a base di mele, uvetta, pinoli e cannella. Più popolare è senza dubbio lo strudel ricoperto da pasta sfoglia (facilmente reperibile già pronta), ma la versione con la frolla consente di apprezzare in particolar modo la pienezza del sapore, regalando al dolce una consistenza compatta che ne incorpora perfettamente il ripieno. Quest’ultima è diffusa soprattutto nel Sudtirol, dove la preparazione della frolla con il burro Alto Adige regala ulteriore fragranza all’impasto. Per chi preferisce un dessert più leggero si può optare per lo strudel con la pasta tirata che compare nella ricetta originale, sottilissima e composta da farina, acqua, uova, olio e aceto di vino bianco, senza burro.

In Val di Fassa, comunque, lo strudel di frolla è molto richiesto per la pregevole fattura e vale un assaggio.

Lucia Facchini
per Redazione Newsfood.com

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