UNC: la class action non è una dichiarazione di guerra a Confindustria

“In merito alle modifiche da apportare alla normativa in materia di class action l’Unione Nazionale Consumatori è d’accordo sulla necessità di studiare pesi e contrappesi, ma a
condizione che questo approfondimento non sia strumentale ad ingolfare il percorso di approvazione della class action.

E’ utile ribadire che l’introduzione della class action non deve essere fermata perchè è la gente a volerla come meccanismo di riequiibrio di un mercato che ad oggi favorisce
nettamente produzione e distribuzione in danno dei consumatori. Nel merito condividiamo l’opportunità di un filtro che precluda le azioni pretestuose: anzi, se sarà lo stesso
giudice a fare questo preventivo esame, il proponente avrà un maggiore peso contrattuale per indurre l’impresa scorretta ad accettare una transazione che eviti i tempi lunghi di un
intero processo.

Se Confindustria continua a considerare la class action come una dichiarazione di guerra all’intero mondo imprenditoriale, non fa altro che autodenunciarsi, ammettendo che la maggior parte
delle aziende attuano quotidianamente comportamenti scorretti che meriterebbero il ricorso a quello che è solo uno strumento di reazione e non certo di attacco”. E’ quanto dichiara
l’avvocato Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

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