Una proteina extracellulare sensibilizza alla chemioterapia le cellule del cancro alle ovaie

Gli scienziati hanno scoperto nuovi dettagli relativamente al meccanismo che modula la risposta alla chemioterapia delle cellule del cancro alle ovaie. Una scoperta pubblicata sull’ultimo
numero di Cancer Cell spiega i motivi per cui molti pazienti sviluppano resistenza alla classe di farmaci taxani, chemioterapici che impediscono l’accrescimento cellulare ostacolando la
divisione delle cellule stesse. Grazie a ciò – sostengono gli autori della ricerca – sarà possibile sviluppare nuove terapie mirate.

Sebbene fosse chiaro che la resistenza ai taxani fosse associata a una perdita di microtuboli stabili e che la stabilità dei microtuboli potesse essere influenzata da segnali provenienti
dalla matrice extracellulare (Mec), non era ancora stato verificato il ruolo delle proteine di Mec nella modulazione della sensibilità ai taxani.
I ricercatori hanno trovato che una proteina di Mec (TGFBI) è presente in quantità significativamente ridotte nelle cellule resistenti ai taxani.
Secondo James Brenton, del Cancer Research Institute di Cambrige (Gb), “è possibile che TGFBI sia usata come biomarker per selezionare pazienti in grado di rispondere alla terapia con
taxani. Inoltre, proteine che attivano TGFBI o che mimano la sua azione possono avere un utilizzo per modulare la risposta a due taxani utilizzati diffusamente come il Paclitaxel e il
Docetaxel”.

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