Una giustizia di tipo europeo più celere e più efficiente: il contributo della magistratura onoraria

Una giustizia di tipo europeo più celere e più efficiente: il contributo della magistratura onoraria

By Giuseppe

Il contributo della magistratura onoraria per una giustizia di tipo europeo  più celere e più efficiente.

Dallo “ scoreboard” dei sistemi di Giustizia UE degli anni 2013 e 2014 l’Italia, per la lentezza della Giustizia ,  è tra le “lumache d’Europa”, al terz’ultimo posto tra i 27 Paesi.
Soltanto Malta e Cipro peggio dell’Italia!
La Commissaria UE alla Giustizia Viviane Reding  ha evidenziato che i ritardi della giustizia italiana incidono sull’economia del Paese e non invogliano gli investitori stranieri che hanno paura, in caso di controversia commerciale, di dover attendere diversi anni per una sentenza definitiva.
L’Italia ha pertanto, ricevuto la raccomandazione specifica di riformare la Giustizia che “deve essere più affidabile e tornare ad attrarre gli investitori” .
L’inefficienza della giustizia civile italiana,ampiamente documentata anche in uno studio della Banca d’Italia, è sotto gli occhi di tutti e si riscontra nelle statistiche del Ministero della Giustizia ed in quelle ripetute dal Presidenti di Corte di Cassazione alle inaugurazioni degli anni giudiziari degli ultimi anni.
La crisi di efficienza della giustizia in Italia è una crisi che ha inizio negli anni ‘70  e che si è man mano aggravata  nei successivi anni.
Al 30.6.2013 erano pendenti in Italia n. 5.257.693 procedimenti di cui :
n.3.328.455 innanzi al Tribunale ordinario (63,3%)
n.1.319.654 innanzi al Giudice di pace (25,1%).
La maggiore capacità produttiva degli ultimi tre anni ha consentito  di “ smaltire”  circa 200 mila procedimenti in più all’anno di quelli iscritti (oltre 4.500.000 , per cui mantenendo lo stesso  ritmo, se non si elimina l’arretrato, occorreranno altri 25 anni.
In particolare presso i  Tribunali al 30.6.2013 erano pendenti:
1.224.829 (36,8%) procedimenti ordinari (iscritti 471.230) ,
309.111 (9,3%) procedimenti esecutivi mobiliari (iscritti 460.999)
252.913 (7,6%)  procedimenti speciali  (iscritti 808.409).
Innanzi alle Corti di appello nel periodo 2010-2014 sono stati definiti – per ciascun anno –  circa  30.000 procedimenti  di equa riparazione c.d. “legge Pinto” con un  costo medio di  5000 Euro a procedimento pari ad oltre   150 milioni di  Euro annui a cui vanno aggiunte le spese legali di giudizio e di esecuzione che raddoppiano i costi.
L’Osservatorio permanente sulla giurisdizione del CNF ha calcolato il costo a carico dello Stato nel 2013 per la irragionevole durata dei processi in circa 387 milioni di Euro!
La ragionevole durata dei processi è uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto, inserito tra le prime previsioni della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Negli ultimi  anni la spesa per la giustizia (al settimo posto tra i Ministeri) è decuplicata passando  da appena 673 milioni di Euro del 1980  a  ben 8.474 milioni di Euro  del 2011, con una percentuale raddoppiata, rispetto alle spese del bilancio dello Stato, passando dallo 0,85% del 1980  all’1,70% del 2006.
La spesa per i giudici di pace è stata appena di 97 milioni nel 2009 , di 96 milioni  nel 2010 e di 84 milioni nel 2011  (poco più dell’1%)  e si è ulteriormente ridotta nei successivi anni.
Il numero dei magistrati ordinari in servizio in Italia varia dai 6661 del 1980 ai 9211 del 2011.
Il numero dei giudici di pace in servizio nel  2013  su un organico di 4690 era di 2131. Tale numero si è ulteriormente ridotto oggi  a 1854 a seguito del raggiungimento dei limiti di età.
I GOT  in servizio sono 2124 mentre i Vice procuratori onorari sono 1743.
Negli ultimi vent’anni, in Italia sono stati  definiti in primo grado circa 1.500.000  procedimenti civili di cui 1/3 dai giudici di pace e 2/3 dai Tribunali.
Il numero dei procedimenti  come si evince dalla seguente tabella era addirittura superiore di un milione alla fine dell’ottocento e pressoché identico all’attuale negli anni trenta.
Pace1

La durata media per la definizione di un processo in Tribunale è di  497 giorni con 1127 giorni in media per un procedimento di cognizione, mentre, innanzi al  Giudice di pace un processo dura in media  367 giorni con  372 giorni per i procedimenti di cognizione.
Per valutare appieno l’impiego di risorse ed i risultati conseguiti non è  inopportuno effettuare un confronto con gli  altri Paesi Europei ed in particolare con quelli con sistemi giudiziari analoghi.

Pace2Dall’analisi delle statistiche emerge che in Italia il costante aumento di spesa per l’amministrazione della giustizia non ha portato gli effetti sperati.
Infatti, nonostante che la spesa per la giustizia italiana , in termini percentuali  sia analoga o maggiore rispetto agli altri Paesi Europei, vi  è una notevole differenza (più del doppio) circa i tempi di  definizione dei  procedimenti.
Negli ultimi anni,in Italia, il ruolo organico della magistratura professionale è rimasto costante e, pur essendo, in  percentuale ,il numero di tali magistrati analogo  a quello della Francia e della Spagna, vi è un raddoppio dei tempi di definizione dei procedimenti, con un significativo aumento dei ritardi negli ultimi anni.
Il ruolo della magistratura onoraria, invece, è stato più che dimezzato e ciò nonostante, non si segnalano ritardi consistenti nella definizione dei procedimenti loro assegnati.
Sulla qualità delle decisioni si segnalano  numerose e pregevoli pubblicazioni di sentenze dei giudici di pace in tutte le riviste giuridiche, ed in particolare si evidenzia che il numero di impugnazioni, rispetto al numero di procedimenti trattati dalla Magistratura di pace , è veramente esiguo: nel 2011 sono stati proposti appena 40.306 appelli rispetto a 1.508.587 procedimenti definiti  con percentuali analoghe  o addirittura inferiori rispetto a quelli del Tribunale ( 157.249  su 2.678.548).
Sia in Italia che in Europa,  le statistiche dimostrano che  l’affidamento di un  maggior numero di cause ai giudici onorari ha sempre comportato una  significativa riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti e dell’arretrato e senza stravolgere  la qualità delle decisioni.
Alla fine dell’Ottocento, allorché, il numero di procedimenti  era più o meno analogo a quello attuale,  le cause venivano definite per il 86% dai giudici onorari e non vi erano arretrati.
Oggi, in Italia  il rapporto giudici professionali/giudici onorari  e di 2 ad 1,  mentre in Europa , con forte inversione di tendenza,  è di 1 a 5 in Germania  1 a 3 in Spagna e Polonia e di 1 a 4 in Francia.
Con i ritmi di smaltimento attuali, per la definizione dell’arretrato civile dei Tribunali occorreranno più di vent’anni.
Nel frattempo lo Stato spende oltre 300 milioni di Euro all’anno per la legge Pinto.
Un riequilibrio immediato dell’assegnazione dei procedimenti fra Tribunale e Giudice di pace con uno spostamento di circa 1.300.000 procedimenti ai giudici onorari, consentirebbe,dunque, ai Tribunali di smaltire, in tempi dimezzati, sia l’arretrato (passando da 1127  a 600 giorni)   e sia  i nuovi procedimenti  (che sarebbero ridotti almeno di un terzo), mentre gli uffici dei giudici di pace nonostante il  sostanziale raddoppio dei procedimenti, con l’organico attuale aumenterebbero , di poco i tempi di definizione ( CIRCA IL 50%) , mentre, a pieno organico manterrebbero gli stessi tempi  (e cioè la definizione del procedimento in un anno)  in linea con i Paesi Europei più avanzati.
Inoltre, non vi sarebbero maggiori costi per lo Stato giacchè l’importo dei contributi unificati  (minimo di  237 Euro per cause sino a 25000 Euro , quindi,  con introiti di  oltre 250 milioni di Euro  annui), compenserebbe di gran lunga i costi dei procedimenti ed il compenso dei giudici.
Non va sottaciuto, infine, che il dimezzamento dei tempi dei Tribunali comporterebbe di pari passo  il dimezzamento degli effetti della legge Pinto con un risparmio ulteriore per lo Stato di almeno 150 milioni di Euro.
Negli ultimi otto anni  ci sono stati ben 17  interventi legislativi sul processo civile con un aumento di durata dei processi di ulteriori due anni.
I costi di accesso alla giustizia di primo grado sono aumentati del 55,62% facendo correre il rischio di trasformare la giustizia civile in una “giustizia di classe”.
Occorre,dunque,valutare con cura il rapporto costi/benefici. I dati si commentano da soli.
La Magistratura di pace è disposta a raccogliere la sfida ed a dare il suo contributo per cercare di dare una risposta di tipo Europeo alle legittime richieste di tutela dei cittadini.
Per tali motivi la Confederazione Giudici di pace ha espresso parere favorevole all’immediato aumento di competenza per valore e per materia dei Giudici di pace.

Dott. Luigi Vingiani
Segretario Nazionale Confederazione Giudici di pace

CONFEDERAZIONE GIUDICI DI PACE
__________ Via Chiana 87 – 00198 Roma  ______________
http://www.giustiziadipace.it

 

Redazione Newsfood.com

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