UE: Prodi su nuovo Trattato e Parlamento Europeo
18 Ottobre 2007
Roma, 17 Ottobre 2007 – Alla vigilia del Vertice di Lisbona il Presidente del Consiglio è tornato sulla posizione italiana relativa alle due questioni del nuovo Trattato e della
composizione del Parlamento Europeo.
“Si tratta di due questioni distinte. L’Italia auspica vivamente un’intesa sul nuovo Trattato. Ci siamo molto impegnati perché il mandato adottato al Vertice dello scorso giugno fosse
tradotto in termini giuridici il più presto possibile, e siamo soddisfatti del lavoro svolto dalla Conferenza Intergovernativa. Crediamo che l’accordo sia ormai a portata di mano e
continueremo a operare perché sia concluso già domani. Pur non corrispondendo al livello delle nostre ambizioni originarie crediamo che il nuovo Trattato farà l’Europa
più forte e funzionale, in grado di rispondere meglio alle nuove sfide. Noi non abbiamo mai pensato di bloccarne o ritardarne l’iter di adozione: se qualcuno lo pensa dimentica lo
spirito e l’azione europeista che ha animato le scelte del nostro paese. Sempre compiute nell’interesse generale del continente.
Per quanto riguarda la composizione del nuovo Parlamento europeo – questione, ripeto, distinta dalla precedente – andiamo a Lisbona egualmente sereni e determinati. Perché le nostre
ragioni le abbiamo ripetute a tutti nelle ultime settimane, alla Presidenza portoghese, alla Commissione, ai nostri partner e al Parlamento europeo: non vi è alcun obbligo giuridico di
trovare un accordo adesso su questa questione visto che la nuova composizione del Parlamento europeo dovrà applicarsi solo con l’entrata in vigore del nuovo Trattato; e per quanto
riguarda la sostanza, non possiamo accettare una soluzione come quella Lamassoure-Severin basata sul computo della popolazione residente anziché sui cittadini perché essa non
corrisponde né allo spirito né alla lettera del nuovo Trattato. In altre parole non è per noi possibile stravolgere la composizione attuale del Parlamento sulla base di
criteri diversi da quelli previsti dal nuovo Trattato.
Queste sono le ragioni che ci inducono a ritenere che questo dossier non sia maturo per essere portato a decisione domani. Lo dimostra proprio la maggioranza sofferta con cui la risoluzione
Lamassoure-Severin è stata adottata dal Parlamento Europeo la scorsa settimana. Ma se proprio si vuole insistere per decidere già domani, allora bisogna che la soluzione sia
diversa da quella ora sul tavolo. Perché ad essa noi diremo di no, senza esitazioni. In questo caso si tratterà di un veto sulla nuova composizione del Parlamento Europeo, non sul
Trattato. Se poi qualcuno vuole considerare le due questioni legate indissolubilmente, se ne dovrà assumere tutta la responsabilità.
Sono convinto che queste nostre ragioni siano chiare ai nostri partner e che la Presidenza portoghese, cui spetta istituzionalmente il compito di superare divisioni in seno al Consiglio,
saprà trovare una soluzione soddisfacente per tutti”.





