UE-13: PIL a 2,6%. Rallenta ma meglio dell'Italia

Nel 2007 il Pil della zona dell’euro ha segnato una crescita del 2,6% nella zona dell’euro e del 2,9% nell’Ue-27, in rallentamento dopo rispettivamente il 2,8% e il 3,0 del 2006.

E’ quanto rende noto l’Eurostat, l’ufficio europeo di statistica. Nel 2007 il Pil degli Usa ha registrato una crescita del 2,2% ( 2,9%) nel 2006 e in Giappone del 2,1% ( 2,4% nel 2006).
«Un punto di differenza fra pil della zona euro e pil italiano – si legge in una nota dell’Ufficio economico di Confesercenti – non è certo poco e deve preoccupare anche
perché il divario chiama in causa i nostri problemi strutturali.

Nell’Europa dell’euro forte del resto i paesi emergenti dimostrano che, sia pure fra contraddizioni, sono in grado di mettere a segno tassi di crescita notevoli. I loro progressi, quelli della
stessa Spagna ci fanno capire come non ci sia più tempo da perdere per affrontare i nodi veri della nostra crescita».
Secondo Eurostat, nel quarto trimestre del 2007 il Pil della zona dell’euro e’ aumentato dello 0,4% e quello dell’Ue-27 dello 0,5% in rapporto al trimestre precedente.

Nel corso del terzo trimestre il tasso di crescita era stato invece dello 0,7% nella zona dell’euro e dello 0,8%
nell’Ue-27.
Sempre nel quarto trimestre 2007, sottolinea l’ufficio di statistica europeo, la spesa per i consumi delle famiglie e’ diminuita dello 0,1% nella zona dell’euro, mentre e’ aumentata dello 0,1%
nell’Ue-27, dopo un 0,5% e un 0,6% del trimestre precedente.
Sul fronte degli investimenti, sono cresciuti dello 0,8% nella zona dell’euro e dello 0,7% nell’Ue-27 dopo rispettivamente un 1,2% e un 1,4% del trimestre precedente.
Infine per quanto rigiuarda le esportazioni, queste sono cresciute dello 0,5% nella zona dell’euro e dello 0,6% nell’Ue (dopo un 2,1% e un 2,0%). Le importazioni sono invece diminuite dello
0,4% nella zona dell’euro e dello 0,2% nell’Ue-27 (dopo un 2,5% e un 2,9%).

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