Ucraina: è finita la coalizione arancione

 

In Ucraina è sempre più sbiadito il colore arancione.

Il presidente del Parlamento Ucraino Iatseniuk, infatti, ha oggi ufficializzato la fine della coalizione filo-occidentale arancione.

All’origine della crisi della maggioranza c’è la lontananza, soprattutto in politica estera, tra il partito del presidente della Repubblica Yushchenko e il blocco del primo
ministro Timoshenko.

Dopo lo scoppio della guerra nel Caucaso, il filo-americano Yushchenko aveva spinto per una dura condanna dell’intervento militare russo in Ossezia del Sud. Il premier Timoshenko,
invece, si è mostrata più prudente e morbida verso Mosca.

Ad incrinare i rapporti tra le due più alte cariche dello Stato ucraino, anche i sospetti del coinvolgimento della Timoshenko nell’avvelenamento di cui fu vittima il presidente
della Repubblica.

Alla luce della rottura della coalizione di governo, per l’Ucraina ora si aprono due strade: o il ritorno anticipato alle urne oppure la costruzione di una alleanza tra la
Timoshenko e il capo dell’opposizione, il filo-russo Yanukovich.

Ucraina: è finita la coalizione arancione

 

In Ucraina è sempre più sbiadito il colore arancione.

Il presidente del Parlamento Ucraino Iatseniuk, infatti, ha oggi ufficializzato la fine della coalizione filo-occidentale arancione.

All’origine della crisi della maggioranza c’è la lontananza, soprattutto in politica estera, tra il partito del presidente della Repubblica Yushchenko e il blocco del primo
ministro Timoshenko.

Dopo lo scoppio della guerra nel Caucaso, il filo-americano Yushchenko aveva spinto per una dura condanna dell’intervento militare russo in Ossezia del Sud. Il premier Timoshenko,
invece, si è mostrata più prudente e morbida verso Mosca.

Ad incrinare i rapporti tra le due più alte cariche dello Stato ucraino, anche i sospetti del coinvolgimento della Timoshenko nell’avvelenamento di cui fu vittima il presidente
della Repubblica.

Alla luce della rottura della coalizione di governo, per l’Ucraina ora si aprono due strade: o il ritorno anticipato alle urne oppure la costruzione di una alleanza tra la
Timoshenko e il capo dell’opposizione, il filo-russo Yanukovich.

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